9 settembre 2014

Marte non è rosso!!!1!

Un amico ha attirato la mia attenzione su questo articolo, che urla al gombloddo incolpando la NASA di falsificare le immagini di Marte, che in realtà non sarebbe rosso, ma blu, a causa della presenza di acqua e di rigogliosa vegetazione. Ho letto con pazienza il tutto... Analizziamo almeno le principali castronerie scritte da questo tizio che sprizza esperienza in campo astronomico da ogni poro.

L'articolo debutta con una serie di immagini amatoriali di Marte, messe a confronto con quelle rilasciate dalla Nasa. Afferma che nelle immagini amatoriali Marte appaia con tonalità blu, mentre quelle della Nasa sono rosse. La conclusione è che l'agenzia spaziale americana falsifica le immagini per nascondere le prove della vita sul pianeta rosso. Tralasciando il fatto che io Marte l'ho sempre visto rosso al telescopio (i miei innumerevoli disegni lo dimostrano), si vede che questo tipo non ha una grande conoscienza di ottica. Nella prima immagine, Marte mostra una bella tonalità azzurra nei pressi del polo nord:

"OMG MARTE NN E ROSSO!!!!1!ù"

Calma complottaro, calma. Se guardate bene, il bordo opposto del pianeta tende invece al rosso. Questo indizio mi fa pensare a della semplice aberrazione cromatica. Questo fenomeno è causato dalle varie lunghezze d'onda che vengono deviate in modo differente dalle lenti, e che quindi non vengono messe a fuoco nello stesso punto. Generalmente si manifesta, appunto, come un alone per metà blu-violetto e metà rossiccio. 

La seconda immagine, manco a dirlo, mi sembra perfettamente rossa, mentre la terza mostra delle chiazze azzurre, che non sono altro che nubi, tra l'altro riprese anche dall'Hubble, della perfida e bugiarda Nasa.

  


Ah, questa immagine di Huble (con una B, esatto) va bene? E a parte le nuvolette azzurre, vedo tutto rosso. Certo che alla Nasa non sanno proprio come falsificare le foto. Poi, magari sono pignolo io, ma è possibile che il signor tizio non sia in grado di mettere a confronto due foto della stessa regione di Marte, magari anche orientate nello stesso modo? Bah.

Passiamo alla seconda castroneria, il cielo blu nascosto da filtri posizionati nelle telecamere in bianco e nero delle diaboliche sonde spaziali! Che scattano foto in bianco e nero per nascondere il colore reale del pianeta!!! La verità è che le telecamere usate astronomicamente non sono esattamente come quelle comuni. Sono in bianco e nero, e vengono usate insieme a dei filtri che lasciano passare solo il rosso, il verde, o il blu. Si ottengono quindi tre immagini, una per ogni colore, che opportunamente colorate e poi sommate formano un'immagine a colori. Gli strani colori nelle foto amatoriali si possono spiegare anche con un'errata somma delle immagini in tricromia. 

La terza castroneria riguarda l'atmosfera marziana, che non sarebbe sottile e rarefatta come vogliono farci credere. Innanzitutto dice che la luce che raggiunge la superficie marziana è superiore a quella che colpisce la Terra. La maggiore distanza di Marte dal Sole fa sì che riceva il 40% della luce che riceve il nostro pianeta. La nostra atmosfera deve essere tanto, ma tanto densa per assorbire il 60% della radiazione solare. Basti pensare che la differenza di luminosità delle stelle tra il livello del mare e lo spazio è di circa mezza magnitudine, veramente poco. 

La quarta è un'unione di ben quattro grandi castronerie.

1: "l’esistenza di tempeste di polvere e mulinelli capaci di sollevare enormi quantità di materiale anche a bassa velocità del vento."

Già la gravità di Marte è un terzo di quella terrestre, non serve chissà quale vento per sollevare la sottilissima polvere che ricopre la superficie del pianeta.

2: "Le varie organizzazioni, NASA in testa, che hanno spedito sonde sul pianeta, affermano che esse sono atterrate dolcemente anche grazie ad un paracadute. Il guaio è che con una pressione atmosferica “ufficialmente” così bassa, ammesso che il paracadute si aprisse, la densità dell’aria avrebbe offerto una resistenza talmente tenue da non rallentare a sufficienza il veicolo. Col risultato di fare schiantare al suolo marziano le sonde. Come è possibile allora che questi oggetti siano atterrati senza andare a fracassarsi?"

Semplice, non atterrano con il paracadute. Quello serve solamente per una prima frenata nell'alta atmosfera, l'atterraggio morbido è stato sempre eseguito con dei razzi (Viking, Phoenix), con degli airbag (Pathfinder, Spirit, Opportunity) o con una speciale SkyCrane nel caso di Curiosity.

3: "In molte fotografie le ombre sono piuttosto soffuse e torbide da indicare una densità atmosferica tutt’altro che assimilabile al vuoto fisiologico."

L'atmosfera di Marte è sì rarefatta, ma è piena di polvere in sospensione che diffonde la luce provocando quelle ombre soffuse.

4: "Marte ha gravità circa 1/3 della Terra. Come è possibile che la pressione atmosferica sia solo un centesimo, quando su lune con ancora minore gravità la pressione al suolo è più alta?"

E allora com'è possibile che su Venere, che ha una gravità  pari a 0.9g, ci sia un'atmosfera 93 volte più densa di quella terrestre? Il discorso non sta in piedi. L'atmosfera marziana è così rarefatta perché il pianeta ad un certo punto ha cessato di avere un campo magnetico, di conseguenza i gas più leggeri come idrogeno, elio e ossigeno sono stati lentamente spazzati via dal vento solare, mentre l'anidride carbonica, più pesante, è rimasta legata al pianeta.

Completiamo con la conclusione dell'articolo:

"Gli scienziati concordano che sul pianeta rosso vi sia acqua gelata in stratificazioni sotto la superficie."

E qui non ci piove (in ogni senso).

"Tuttavia ormai le foto della ESA mostrano ciò che sembra veri e propri laghi la cui esistenza fa a pugni con la teoria impossibilità della persistenza di acqua liquida sul suolo marziano."

Stendendo un velo pietoso sulla grammatica... Sembrano, hai detto bene, sembrano. In realtà ci sono tanti articoli ufficiali che mostrano le prove della possibile presenza di acqua liquida su Marte, molto cautamente però, perché da un satellite in orbita non si può capire più di tanto.

"Ci raccontano che il ghiaccio incluso nelle calotte polari marziane è costituito da CO2 mista a H2O. Più plausibile si tratti di ghiaccio solo d’acqua essendo la temperatura del pianeta probabilmente molto superiore a quella che ci è dato sapere."

E da cosa lo deduci? Che pirla Galileo, che per confermare un'ipotesi si è inventato quella storia del metodo scientifico e degli esperimenti... Tutte cavolate, andiamo ad intuito.

"Idem per la pressione atmosferica che potrebbe essere in media di 10 kPa o più. Solo un decimo e non un centesimo di quella terrestre. Probabilmente nelle depressioni equatoriali più profonde ed annidate la pressione può raggiungere i 15 – 20 kPa con temperature di 35° come picco diurno. Così lo spessore dell’involucro gassoso atmosferico non di 11 km ma forse di 20 o 25 km."

Come ha ottenuto questi valori, come al solito, non si sa. Secoli e secoli di scienza mandati a puttane (scusate se uso termini così aulici, in certi casi ci stanno proprio a pennello).

Conclude con un link di approfondimento, "come la Nasa manipola i colori di Marte", che non ho osato aprire, per il bene della mia sanità mentale.

Ci vediamo al prossimo post, con una nuova cantonata di proporzioni... spaziali!



8 commenti:

  1. sbufalatori di sta pippa, come al solito. Quali conoscenze in più avresti TU rispetto agli astronomi amatoriali che hanno riscontrato colori diversi? Sta pippa? Voi sbufalatori avete il vizio di millantare competenze e qualità professionali che non avete per nulla. Il "combloddo" mettitelo nel sederino. Qui si sta dicendo solo che la nasa falsifica i colori, il che è evidente dalle foto. Chi sei tu per dire che le foto postate avrebbero delle anomalie cromatiche? l'esperto ottico di sta pippa? fral'altro usi la frase "mi fa pensare", dimostrando di non aver fatto alcun controllo su ciò che affermi, e che si trattato solo di mere illazioni buttate a vanvera! Salutami maestro attivissimo

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    1. Non so se hai mai osservato Marte in un telescopio... Ma è rosso, non penso ci sia altro da aggiungere.

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    2. secondo me, conoscendo la tua specie, dici di averlo osservato al telescopio, ma in realtà non l'hai mai fatto. Io non l'ho mai osservato al telescopio, ma che bisogno ho di farlo se ho visto le foto fatte da chi l'ha osservato? E' evidente che i colori vengono falsati. Da essere arancione-bianco-blu, lo rappresentano interamente arancione, senza atmosfera.

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    3. Signor Anonimo,

      Hai letto il mio blog? Ho tre telescopi, osservo il cielo da quattordici anni e posso assicurarti che ho visto Marte in tutte le salse. Rosso! Come lo è in ogni telescopio, binocolo, anche ad occhio nudo. Nel 2016 il pianeta sarà in opposizione e quindi ben osservabile al telescopio, una ghiotta occasione per levarsi di dosso ogni dubbio!

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  2. Al telescopio Marte è rossastro. Certo che osservarlo con un rifrattore non è la stessa cosa che osservarlo con un telescopio riflettore (newton, cassegrain o altro). Se poi installi un dispositivo CCD hai altre possibilità. Ma fondamentalmente Marte appare rossastro.

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    1. Purtroppo ci sono anonimi che non lo capiscono :)

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  3. Vi ringrazio di queste immagini di Marte dal vero, sono belle e stupende, naturalmente degli amatori.
    Comunque le sonde spaziali non sono mai andate su Marte perché una volta oltrepassata l'atmosfera Terrestre, non avrebbero mai e poi mai oltrepassato le fasce di Van Allen, che proteggono la Terra da radiazioni, venti Solari, tempeste magnetiche ecc. Una volta entrato il satellite non uscirebbe più dalle fasce e verrebbe continuamente bombardato e distrutto da vento Solare, raggi cosmici, radiazioni nucleari,plasma ad alta energia, maglioni di elettronvolt, raggi x, meteoriti.
    Le immagini ravvicinate di Marte, non sono da satellite, ma del telescopio Hubble che orbita intorno alla Terra, nella zona bassa. Mentre le foto di Marte a terra, dove si vedono le dune, sono state scattate in Arizona, con la sfumatura falsa rossa.

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    1. Temo di no, signor Anonimo. Le fasce di Van Allen sono delle zone a forma di toro in cui il campo magnetico terrestre intrappola particelle cariche altamente energetiche, e sebbene una permanenza prolungata all'interno di queste fasce possa danneggiare i satelliti, in realtà questo non avviene perché le navicelle dirette verso Marte (o la Luna, o qualunque altra zona del sistema Solare) le attraversano in poche ore, non subendo nessun danno. Le foto ravvicinate di Marte non possono essere di Hubble, perché sebbene sia molto potente non ha una risoluzione così alta come quella a cui si riferisce lei, che può essere raggiunta soltanto con uno strumento posto in orbita marziana.

      In conclusione, non vedo il perché dubitare delle missioni marziane, e soprattutto farlo quando non si ha la più pallida idea di cosa sia un elettronvolt.

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