3 febbraio 2018

Luna, i migliori fotografi del mondo confermano: «le foto sono false». Cosa gli risponderei?

Da stamattina ho visto più volte in giro per facebook questo articolo, che a grandi lettere dice

"Luna, i migliori fotografi del mondo confermano: <<le foto sono false>>."

Leggendo l'articolo si possono leggere i commenti di fotografi del calibro di Oliviero Toscani riguardo le foto della Luna scattate dagli astronauti, che a loro sembrano false. Perché? La solita storia: ombre, luci messe male e cose così.

Adesso non voglio ovviamente mettere in dubbio le capacità e l'esperienza di questi fotografi, che saranno sicuramente più esperti di me: voglio solo analizzare le loro affermazioni ed interpretarle (e spiegarle) da un punto di vista un po' più da aspirante fisico quale sono.

Parliamo delle frasi che dicono in un breve trailer di un documentario che si intitola "American Moon" che potete vedere su youtube. Il documentario completo si autodefinisce imparziale, mettendo a confronto le prove a favore dell'allunaggio contro quelle a sfavore. In realtà a me è sembrato molto fazioso, e soprattutto mi rifiuto di spendere 15€ per vederlo.

Partiamo dalla prima foto: questa nella quale si vede Buzz Aldrin che scende dal modulo Eagle durante la missione Apollo 11.


I commenti di due fotografi dicono che la foto è falsa, perché la parte del LEM che dovrebbe essere nell'oscurità totale è in realtà illuminata da quello che sembra un secondo riflettore o un pannello riflettente.

Aldo Fallai dice: "La luce viene dal dietro del modulo, l'astronauta o presunto tale è nel buio più totale e invece è illuminato: perché?"

Mentre Oliviero Toscani afferma: "Dichiaro che ci sono dei riflessi qui del metallo che vuol dire che c'era una sorgente di luce dalla parte di chi fotografa".

Da fotografi esperti hanno giustamente ragione: c'è una sorgente di luce dietro al LEM che illumina la parte scura, e non è altro che la superficie lunare. Infatti non bisogna mai dimenticare che il terreno lunare ha un albedo medio di 0.12: per capirsi, ha un albedo paragonabile a quello del cemento. Ciò significa che in ogni caso riflette una quantità considerevole di luce solare, che è la stessa che arriva sulla Terra. 


Guardando la foto si può notare infatti che l'ombra proiettata dal LEM sulla superficie lunare è nera come la pece: questo perché a differenza del modulo lunare che si eleva di qualche metro sul livello del terreno non vengono illuminate dalla luce riflessa dalla regolite lunare. 

Un'altra cosa di cui parlano, in particolare Toni Thorimbert, sono le ombre "storte".

"Queste ombre che vanno di qua e questa che va di qua non ha senso, significa che il sole è a qualche metro di distanza!"

Su questa questione ho già scritto qualche tempo fa nel mio post "Temo che sulla Luna ci siamo andati davvero". Lavorando con obiettivi ultragrandangolari (gli astronauti utilizzavano un 16mm su pellicola a pieno formato) è facile che si vedano ombre o cose storte a causa dell'enorme distorsione prospettica. Per esempio in questa foto, seguendo la stessa logica il sole doveva trovarsi dall'altra parte della strada.

Con questo voglio solo dire che il discorso non sta in piedi. Se davvero vogliono provare che non siamo stati sulla Luna, i complottari dovranno tirar fuori qualche affermazione più forte, che non possa essere smontata in maniera così semplice e rapida. 

Adesso vorrei sottoporre a chi sostiene che sulla Luna non siamo mai andati una prova che secondo me è ben poco confutabile. 

-- Attenzione, potrebbe contenere fisica --

Guardatevi questo video: durante l'Apollo 15 David Scott ha fatto un semplice esperimento lasciando cadere contemporaneamente un martello e una piuma di falco, per mostrare che nel vuoto gli oggetti cadono alla stessa velocità anche se hanno masse diverse. Si vede bene che cadono contemporaneamente, cosa impossibile se ci fosse stata atmosfera: la piuma avrebbe volteggiato in aria per diversi secondi invece di colare a picco come ha fatto nel video. Sicuramente il filmato è stato girato nel vuoto: in questo caso però un complottista potrebbe controbattere dicendo che è stato girato in una gigantesca camera a vuoto come quelle usate per testare i satelliti. Cronometrando il tempo di caduta, questo è risultato di circa 1.25s: tenendo conto dell'accelerazione di gravità lunare che è pari a un sesto di quella terrestre, si deduce che sono stati lasciati cadere da circa un metro d'altezza, un valore ragionevole. Facendo due conti si può calcolare il tempo di caduta sotto l'effetto di un'accelerazione di gravità pari a quella Terrestre, che in tal caso sarebbe di soli 0.45s: meno della metà! Quindi per vedere gli oggetti cadere a velocità normale bisogna più che raddoppiare la velocità del video. Vediamo cosa succede a un video se lo acceleriamo di 2.5 volte:


Gli astronauti si muovono un po' troppo velocemente per indossare delle tute così pesanti e impacciate, non trovate? Quindi direi che per simulare la gravità lunare il video non è stato decisamente accelerato. Ma allora hanno attaccato dei fili agli astronauti e ai vari oggetti per farli cadere più lenti? No: in altri video si vede chiaramente la polvere sollevata dalle ruote del rover lunare che ricade troppo lentamente per trovarsi sulla Terra. In questo caso però non possono aver attaccato un filo ad ogni granello di polvere! Quindi, se il video non è stato rallentato per i motivi che ho già spiegato, significa che l'accelerazione di gravità non può essere quella terrestre.

Non penso di avere altro da dire sull'argomento: va bene chiedere ad esperti di fotografia dei pareri sulle foto scattate dalla Luna, ma nessuno si rende conto che uno studio fotografico è molto diverso dalla superficie di un altro corpo celeste.

"Fake news? Sì, Certo. Ma è inutile sperare di convincere tutti: non c'è peggior sordo di quello che non vuole sentire", recita l'articolo.

A chi lo dici, amico...

2 commenti:

  1. "In realtà a me è sembrato molto fazioso, e soprattutto mi rifiuto di spendere 15€ per vederlo": per correttezza e completezza di informazione, va segnalato che tutti i documentari di Massimo Mazzucco sono resi disponibili gratuitamente dall'autore stesso su Youtube, come accadrà anche a questo nel giro di pochi mesi; inoltre i DVD stessi invitano gli acquirenti a farne una copia da distribuire gratuitamente. I 15 euro servono per rientrare del tempo e delle spese di produzione, ma chi vuole vederlo senza pagare ha la possibilità di farlo.

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    1. Grazie per la precisazione. Credo di aver comunque spiegato come la penso riguardo gli esperti fotografi (che ci mancherebbe, sono davvero degli esperti fotografi!) che vogliono dimostrare una cosa così eclatante trascurando tutto ciò di fisico che c'è dietro

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