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giovedì, novembre 05, 2015

Conferenza "L'esplorazione spaziale"

Nei giorni 17, 18 e 19 novembre si terranno degli incontri-conferenze con oggetto l'esplorazione spaziale al salone della Provincia di Frosinone, ai quali parteciperanno varie scuole, compreso il liceo scientifico che frequento.

Ecco la locandina!



Il titolo è "L'esplorazione spaziale: motivi e benefici per il futuro dell'umanità". Sarà un viaggio attraverso la storia  e i metodi dell'esplorazione umana nello spazio, i motivi per cui esploriamo e come le ricerche spaziali hanno dato il loro grande contributo al progresso scientifico e tecnologico odierno. Il relatore sarà Davide Sivolella, un progettista aerospaziale quindi veramente esperto del settore, per ampliare i nostri orizzonti!

martedì, ottobre 27, 2015

Guarda la Luna!

22 ottobre 2015, un giovedì sera come molti altri si è trasformato in una nuova avventura spaziale, stavolta alla scoperta della nostra Luna!

Organizzato da Alex Vigliani di Vivi Frosinone e Gianluca Masi l'evento si è svolto, come la precedente osservazione di Saturno, a Largo Turriziani. I telescopi a disposizione dei presenti, curiosi di osservare la Luna erano un apocromatico Vixen da 100mm portato dal dottor Masi e il mio C8 (200mm).

Il trio: al centro Alex Vigliani, a destra Gianluca Masi. Quello a sinistra non credo di conoscerlo...
Moltissime persone sono state felicissime di vedere per la prima volta da vicino il nostro satellite, in tutta la serata saranno state un centinaio ad aver sfidato le temperature poco miti delle serate autunnali... C'erano moltissimi bambini, assolutamente entusiasti, oltre ad alcuni compagni di scuola o ex alunni dello scientifico, che fa sempre piacere incontrare. Tutto questo arricchito dalle straordinarie capacità divulgative del dottor Gianluca Masi supportate , ovviamente, da una notevole quantità di nozioni astronomiche. Spaziando dagli aspetti più scientifici alla storia e alla mitologia antica, dall'archeoastronomia alle tradizioni empiriche tramandate per generazioni di pastori, ha trasformato quella che poteva essere una noiosa lezione di astronomia, in una appassionante passeggiata lunare per itinerari inaspettati ai più.




Ad un certo punto, vedendomi scattare come mio solito delle foto al telescopio con il cellulare, sono stato sopraffatto dalla gente che mi chiedeva di scattare una foto ricordo anche con il loro dispositivo. E' uno sporco lavoro, ma qualcuno dovrà pur farlo! 





Infine ecco una foto della Luna che ho scattato nei pochi momenti di pausa: ho segnato con delle scritte i dettagli principali che si potevano scorgere all'oculare con i loro nomi, inoltre ho indicato con delle stelline i luoghi di atterraggio di tutte le missioni Apollo. Provate a identificare le strutture più grandi come i mari lunari e il cratere Copernico, che possono facilmente essere scorti ad occhio nudo, e cercate, a grandi linee, le zone in cui sono avvenuti gli storici allunaggi!

Tra i crateri più evidenti sulla superficie selenica abbiamo Platone, un cratere il cui fondo è sommerso da lava solidificata; Copernico, giovane e pieno di dettagli;  Tycho, anch'esso molto giovane (sempre in termini astronomici) con un'evidentissima raggiera di detriti scagliati dall'impatto che lo ha originato. Tra l'altro questo cratere è il luogo in cui in "2001:odissea nello spazio" viene rinvenuto il secondo monolite!



 Dal 22 ottobre la Luna non sarà più la stessa per molti di noi... 

mercoledì, agosto 05, 2015

La compagnia dell'anello





Quale pianeta rappresenta la bellezza dello spazio meglio di Saturno? Il suo sistema di anelli lo rende il corpo più elegante del Sistema Solare, è senza dubbio una delle cose più belle che si possano vedere in un telescopio. Proprio per questo, dopo il successo dell'osservazione della congiunzione tra Giove e Venere, Vivi Frosinone ha organizzato un nuovo evento, una serata astronomica incentrata su Saturno! L'ospite speciale è stato Gianluca Masi, un astrofisico mio conterraneo conosciuto a livello internazionale, scopritore di diversi asteroidi ed esopianeti e ideatore del Virtual Telescope. Con lui, un dobson da 30 centimetri e il rifrattore APO da 107mm di un altro astrofilo che ha coinvolto, Emanuele Brizioli.
L'evento, promosso su Facebook da Alex Vigliani, ha raggiunto circa quattrocento adesioni: non male! Fa un bell'effetto vedere il proprio nome a fianco di quello di Masi, devo dire.

Ho dato il mio contributo con il mio fidato C8 arancione, che è rimasto puntato su Saturno per tutta la serata. Sono passate centinaia di persone a vederlo, ed è stato divertente osservare le loro reazioni o ascoltare le loro domande. Il seeing non era male, l'aria era piuttosto ferma e si vedevano parecchi dettagli. In questo disegno che ho realizzato alcuni mesi fa ho segnato le caratteristiche principali, visibili anche durante l'osservazione. Per motivi logistici non ho avuto nemmeno un secondo per guardarlo per conto mio!

L'anello B è il più luminoso, di un colore tendente al bianco. Poco all'esterno c'è l'anello A, leggermente più sottile e scuro. L'anello C è più debole, semitrasparente, visibile solamente nel punto in cui passa davanti al disco chiaro del pianeta come una fascia scura. La divisione di Cassini, tra l'anello A e B, è facilmente visibile soprattutto sulle anse.





Ho scoperto da poco da cosa è formata questa lacuna negli anelli, e l'ho trovato affascinante! Le particelle che si trovano nella divisione di Cassini sono in risonanza orbitale con il satellite Mimas (che tra l'altro assomiglia alla Morte Nera di Star Wars), che orbita poco oltre gli anelli. Questo vuol dire che subiscono periodicamente un'influenza gravitazionale che pian piano si somma spostandoli su un'orbita più interna, lasciando vuoto quello spazio.



Vicino a Saturno erano visibili dei piccoli puntini: erano i suoi satelliti più grandi. Ecco una simulazione fatta con Stellarium. L'immagine è speculare rispetto a come si vedeva all'oculare, perché il mio telescopio ribalta l'immagine.

All'estrema destra c'era Titano (a sinistra nel telescopio), la luna più grande del sistema di Saturno. E' più grande di Mercurio, ha una superficie coperta di materiali organici e laghi di idrocarburi, ha anche un'atmosfera più densa di quella terrestre composta quasi completamente di azoto, con una gigantesca tempesta che infuria sul polo sud.

 

 
A sinistra di Saturno, Rea, la seconda luna più grande. E' grande la metà della nostra Luna, la sua superficie presenta i segni di un complesso rimodellamento nel corso della sua storia. Ha una debole atmosfera di ossigeno, e da alcune osservazioni si ipotizza che possa avere un piccolo sistema di anelli, il primo scoperto attorno a una luna. Matrioska di anelli!



Più vicini al pianeta gigante c'erano anche Teti e Dione. Dione ha una superficie simile a quella di Rea, Teti ha come Mimas un grosso cratere (un'altra stazione spaziale da battaglia: l'Impero è qui!) e un sistema di canyon gigantesco.

Teti con il suo Itaca Chasma
Dione e le sue strane striature













Visto che siamo in tema di lune parliamo di un ultimo, affascinante corpo celeste: Encelado. E' una piccola luna ghiacciata, la sua superficie è ricoperta da lunghe spaccature che sono il segno di una recente attività geologica. La sorpresa più grande si trova al polo sud: la sonda Cassini ha fotografato dei geyser! Enormi getti di acqua e ghiaccio che fuoriescono da spaccature sulla superficie, diffondendosi nello spazio e formando un altro anello attorno a Saturno, l'anello E.

Questi sono solo alcuni dei 62 satelliti di Saturno: una varietà incredibile di mondi come non si trova da nessun'altra parte nel nostro sistema solare, tutto a portata dei nostri occhi. Tornando a ieri, ecco qui le domande ricorrenti durante l'osservazione di Saturno:

D: Ma è vero?

R: E' vero, certificato DOC. Giuro di non aver attaccato una cartolina nell'oculare!

D: Ma si vede?

R: Se non si vedesse non saremmo qui a fare una serata pubblica!

D: Ma è tutto bianco!

R: Quelli sono i colori naturali di Saturno! I colori sgargianti che si vedono normalmente in foto derivano dall'elaborazione al computer delle foto inviate dalle sonde. 

D: Perché si vede così piccolo?

R: Purtroppo i telescopi hanno dei limiti e non possono ingrandire all'infinito. Durante tutta l'osservazione ho utilizzato un ingrandimento di 222x, il massimo consentito dalle condizioni atmosferiche di ieri.

Tra i presenti c'era praticamente chiunque, forse a causa dello spam selvaggio che ho messo in atto negli ultimi giorni, informando qualunque essere umano della serata astronomica. Non c'è nulla che mi dia più soddisfazione del comunicare agli altri la mia passione per il cielo: è stato bellissimo vedere tutte quelle persone in fila per guardare Saturno al mio telescopio, rispondere alle loro curiosità, essere scambiato per un laureato e vedere le loro facce meravigliate quando gli dicevo che devo ancora fare il quinto liceo. Condividere con loro tutta la bellezza che c'è lassù e che aspetta solo di essere ammirata. Renderli partecipi della meraviglia che suscita guardare un mondo remoto oppure una galassia lontana nello spazio e nel tempo, il brivido di vedere una meteora che si disintegra nell'atmosfera o l'emozione di salutare gli astronauti della Stazione Spaziale mentre sfreccia sulle nostre teste. Questa esperienza ovviamente si ripeterà più volte in futuro: già l'8 agosto sarò a Campo Catino per la seconda serata di "sotto le stelle di Campo Catino". Stay tuned!



 

mercoledì, luglio 01, 2015

Giove e Venere, dal Belvedere!

Ieri sera, 30 Giugno, Giove e Venere hanno dato spettacolo con una stupenda congiunzione stretta. L'ultima volta è successo nell'agosto 2014 (qui il post), ma i due pianeti erano visibili all'alba, quindi in pochi l'hanno osservata... Quest'anno però è andata diversamente: il fenomeno era visibile appena dopo il tramonto. Ciò ha permesso l'organizzazione di star party ed iniziative in molte città d'Italia: una di queste è stata Frosinone.

Da parecchio tempo seguivo gli spostamenti dei due pianeti, che ogni sera dominavano il cielo verso Ovest. Ho scattato più foto durante le ultime settimane, nuvole permettendo, per montarle in questa immagine. Si vede facilmente l'avvicinamento degli astri, che ha raggiunto un massimo di 24 primi d'arco, meno del diametro della Luna piena, che è di circa 30'. 



Ho scattato tutte le foto alla stessa focale per ritagliarle con la stessa scala e osservare la distanza tra Giove e Venere. Il cambiamento del colore di sfondo dipende dai diversi orari in cui sono state scattate.

Ma arriviamo alla sera del 30: qualche giorno prima Alex Vigliani mi aveva contattato perché aveva organizzato un evento su facebook per l'osservazione della congiunzione, e così io ho dato la mia disponibilità nel mettere a disposizione il telescopio. 

Arrivato sul belvedere ho montato il C8. Verso le 21 i pianeti sono comparsi, alti sull'orizzonte, proprio sopra i monti Lepini: un panorama stupendo, che non ho potuto fare a meno di immortalare!





Ho rappresentato la situazione nell'oculare con un disegno: Venere, in alto, mostrava la sua falce, intorno al 30%. Giove, in basso, tondo, era attraversato dalle tipiche fasce di nubi e accompagnato da tutti e quattro i satelliti galileiani.



I due pianeti, apparentemente così vicini, distano circa 830 milioni di km: la loro vicinanza è un effetto di prospettiva apprezzabile solo dal punto di vista della Terra. 

Qui di seguito alcuni scatti di Vanessa Narducci, che ringrazio per la disponibilità!


Eccomi al lavoro, allineando il telescopio. Ma parlando di cose serie: quanto è bello l'adesivo di Keith Hering?

Litigando con un rifrattore da 70mm con il cercatore scarico: metà delle persone che abbandonano l'astronomia lo fanno a causa dei cercatori che non funzionano bene... 

Tanta gente!

Il professor Atorino durante le sue spiegazioni

La serata è stata bellissima, non mi aspettavo assolutamente tanta partecipazione. E ovviamente ringrazio tutte quelle persone che sono venute, gli organizzatori Alex Vigliani e Marco Romano e il professor Antonio Atorino. Questa non sarà l'ultima iniziativa, naturalmente: vedremo di organizzarne di nuove in seguito. Alla prossima osservazione!






venerdì, marzo 20, 2015

Eclissi di Sole!

La Luna, orbitando attorno al nostro pianeta, di tanto in tanto passa davanti al Sole, oscurandolo e proiettando la sua ombra sulla superficie della Terra. Qualche volta, se proprio ne ha voglia, questa ombra passa abbastanza vicina all'Italia da permetterci di osservare un' eclissi parziale. Oggi, 20 marzo 2015, abbiamo avuto questa fortuna: una bella eclissi parziale di magnitudine poco superiore al 50%. Un'eclissi così non la vedevo dal 2006, nove anni fa!

Da tempo cospiravo con la mia professoressa di scienze per organizzare un'osservazione a scuola in occasione di questo evento. Io e Lorenzo, un mio compagno di classe, abbiamo con pazienza rimesso in sesto il telescopio della scuola, un bellissimo Celestron da 9.25 pollici, 235mm, ingiustamente inutilizzato da anni. 

Lorenzo APPROVA l'inizo dell'eclissi!
Sulla piccola terrazza del laboratorio di Filosofia della scuola abbiamo organizzato il tutto. Il meteo era incerto, fino a ieri era previsto un cielo nuvoloso, invece siamo stati graziati con una meravigliosa giornata di primavera, con un sole splendente e una temperatura gradevole. Sulla terrazza c'erano due telescopi, il mio newton da 114/1000 con filtro astrosolar e un rifrattore 50/600 in proiezione, attaccato in parallelo al C9.25. Il primo contatto è avvenuto alle 09.36, quando ad osservare eravamo solo Lorenzo, la professoressa Torre ed io. Alcuni minuti dopo è arrivata la nostra classe. Ma le nostre attività non sono passate inosservate: qualcuno deve aver notato dalle finestre i telescopi sulla terrazza! Infatti per la scuola si è sparsa la voce e nel giro di mezz'ora siamo stati sommersi da professoresse e decine di alunni curiosi di vedere l'eclissi. 



Durante l'evento ho scattato molte foto al fuoco diretto del mio telescopio, eccole qui!

Man mano che la Luna avanzava verso la fase massima ho notato un calo della temperatura, ho sentito freddo, mentre fino a poco prima morivo di caldo anche a maniche corte. Verso le 11.30 sono rimasto solo con Lorenzo sul terrazzo ad osservare, aspettando la conclusione dell'eclissi. Una volta finita abbiamo smontato tutto e siamo ritornati in classe riprendendo le normali lezioni. 

Mi fa sempre uno strano effetto finire di osservare un fenomeno astronomico di questo tipo: finita l'eclissi ho provato come un senso di vuoto, la consapevolezza che dovrò aspettare molti anni per vedere di nuovo un fenomeno del genere. Un po' quello che è accaduto con il transito di Venere, nel 2012: il prossimo ci sarà nel 2127, non lo vedrò mai più. I fenomeni astronomici non danno speranza: sono prevedibili e calcolabili al secondo. Quindi sai in partenza che ciò che hai appena visto non lo vedrai per molti anni, oppure mai più, e ciò ti fa sentire incredibilmente piccolo e impotente.