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giovedì, dicembre 08, 2016

Primo quarto e Rupes Recta

Lo so, la situazione di questo blog nell'ultimo mese è stata più o meno questa... 

Ma tra l'algebra lineare e le nuvole cosa potevo fare di più?

Ieri sera, 7 dicembre, c'era un bel primo quarto di Luna splendente in cielo: sistemato il telescopio, che adesso è dotato anche di una pratica batteria per alimentarlo anche nelle zone più impervie, ho spiato un po' il nostro satellite naturale.

Per prima cosa ho fatto qualche scatto con la reflex .




(nessuna reflex è stata maltrattata, insultata o posizionata al fuoco diretto del telescopio senza nessun genere di adattatore tenendola con una mano davanti al portaoculari mentre con l'altra mettevo a fuoco per la realizzazione di questo scatto)



Non posso di certo lamentarmi! Visto il metodo di scatto poco ortodosso (e un po' ignorante) il risultato mi aggrada parecchio, si vedono anche le sfumature di blu e arancione sui diversi mari lunari!





Subito dopo, blocco da disegno alla mano, ho puntato la Rupes Recta e ho iniziato a disegnare. La Rupes Recta è una scarpata lunga un centinaio di kilometri, il suo nome deriva dal fatto che è, per l'appunto, retta. In questa fase, quindi, all'interno di un grosso cratere si può vedere un taglio scuro nettissimo, che è l'ombra proiettata da questa curiosa formazione lunare. Purtroppo il seeing non mi ha permesso di vedere troppi dettagli, ma anche in questo caso il risultato non mi dispiace.





Sperando in un buon meteo per le vacanze di Natale, visto che in corrispondenza ci sarà il novilunio, alla prossima osservazione! 

Piccola comunicazione di servizio: andando sul sito dell'osservatorio di Campo Catino alla voce ricercatori troverete anche la mia brutta faccia!


domenica, ottobre 23, 2016

Aristarco e Marius

Nuova lunazione, nuovi crateri!

O meglio, i crateri sono gli stessi da svariate centinaia di milioni di anni... Però sono belli da disegnare, giuro!

La sera del 12 ottobre (oggi è il 23 ottobre e io sono una persona molto pigra) il cielo era bello libero, l'aria ferma, sembrava promettere davvero bene: posizionato il mio fidato C8 sul balcone ho iniziato a scandagliare il terminatore alla ricerca di qualche cratere interessante da disegnare. 

Il primo obiettivo è stato un cratere piuttosto anonimo nel bel mezzo dell'Oceanus Procellarum, che ha attirato la mia attenzione per la sua posizione particolare, proprio al limite tra luce e ombra: il suo fondo era completamente buio,  intorno si vedevano un sacco di rilievi molto interessanti. Non conoscevo nemmeno il nome di questo cratere, dopo qualche ricerca ho scoperto che si chiamava Marius.


 

 
Dopo sono passato ad un cratere decisamente più conosciuto: Aristarco. L'avevo già disegnato lo scorso mese, ma il disegno è stato interrotto da un condominio che ha ben pensato di frapporsi tra me e la Luna. Questa volta però la Luna era bella alta e nessun palazzo è riuscito a fermarmi!

Aristarco si trovava molto vicino al terminatore: il vicino cratere Herodotus era completamente in ombra e spuntavano solo alcuni segmenti dei suoi bordi, della Vallis Schroteri invece si vedeva solo una piccola parte. I rilievi della zona proiettavano lunghe ombre appuntite, davvero un bello spettacolo!


La tecnica matita bianca-cartoncino nero si sta rivelando davvero efficace per il disegno lunare, sono davvero soddisfatto. Alla prossima osservazione!

giovedì, settembre 15, 2016

Crateri Hevelius e Aristarco

Nel caso qualcuno non se ne fosse accorto, sto riprendendo parecchio gusto nel disegnare formazioni lunari. Subito dopo il disegno della Baia degli Arcobaleni, ecco altri due disegni!

Il 13 settembre, il giorno dopo il precedente disegno, ho disegnato il cratere Aristarco e i suoi dintorni, con la peculiare rima (che ricordo essere un antico tubo sotterraneo di lava la cui volta è crollata lasciando il posto ad una valle) a forma di W, la vallis Schroteri. Aristarco è il cratere con l'albedo più alto di tutta la Luna, infatti il suo candore è quasi abbagliante all'oculare, è ben visibile persino quand'è in ombra illuminato dalla luce cinerea!






Purtroppo non ho avuto tempo per completarlo come si deve, perchè la Luna è andata a finire dietro al palazzo che mi copre il sud, com'è giusto che sia.

Ieri sera invece, il 14 settembre, ho disegnato un altra coppia di crateri, Hevelius e Lohrmann. Hevelius prende il nome da Johannes Hevel, un astronomo tedesco, che è reputato il padre della topografia lunare, infatti fu tra i primi a tracciare delle mappe del nostro satellite. Il cratere Lohrmann prende il nome da un altro astronomo tedesco, e si trova subito a sud di Hevelius. 

Hevelius è percorso da una fitta rete di esili rime che attraversano il fondo basaltico, appena visibili con il seeing intermedio che c'era quella sera. 





Purtroppo il tempo non è affatto dalla mia parte in queste ultime settimane, spero di riuscire a vedere l'eclissi parziale di Luna di venerdì 16!

lunedì, settembre 12, 2016

Sinus Iridum

Un paio di giorni dopo il primo quarto, sul terminatore lunare, poco a nord di Copernico, si apre una stupenda insenatura sul mare delle piogge: si chiama Sinus Iridum, per gli amici Baia degli Arcobaleni.

E' in assoluto la mia formazione lunare preferita: non a caso, questa è la terza o quarta volta che la disegno... Questa volta però ho utilizzato un metodo un po' diverso: ho rubato a mio fratello un foglio nero e un pastello bianco, e ho disegnato al negativo: anziché nero su bianco, bianco su nero. Mi sono reso conto che questa tecnica è ottima quando si deve disegnare qualcosa sul terminatore lunare, semplicemente perché spesso si vede più nero che altro!

Insomma, dopo una ventina di minuti all'oculare, questo è il risultato.
Ho fatto il possibile per mascherare in photoshop il mio tratto a pastello, a dir poco aberrante. 

Questo disegno è un'istantanea dell'alba su questa formazione lunare: la luce solare proviene da destra, illuminando le catene montuose che formano il bordo nord di questo grande cratere sommerso dalla lava. Il fondo basaltico, però non è tutto illuminato: a causa della curvatura della Luna, le zone più a ovest sono ancora in ombra, in attesa dei primi raggi di sole della lunga giornata selenica. L'angolo di incidenza della luce mette in evidenza tante delicate pieghe sulla pianura, che completano la forma ellittica del cratere.

Ho dovuto completare il disegno in fretta e furia perché la Luna stava per sparire dietro al palazzo che mi copre l'orizzonte sud: odio quando l'eclittica è così bassa! 

Detto questo, cieli bui e alla prossima osservazione!

sabato, settembre 10, 2016

La mappa di Marte!

A più di tre mesi dall'opposizione del pianeta rosso, avvenuta il 22 maggio (ne ho già parlato in dettaglio in questo post), finalmente ho trovato la forza mentale per realizzare una mappa di Marte a partire dai miei singoli disegni: un discreto lavoraccio che tra disegno ed elaborazione al computer mi ha occupato un paio di pomeriggi. Per fare questo ho prima realizzato una griglia per una mappa in proiezione cilindrica (una mappa rettangolare, per capirsi) sulla quale, basandomi su mappe fotografiche del pianeta, ho pian piano trasferito tutti i dettagli che ho osservato visualmente. 

 


Una volta messo il disegno su photoshop, pian piano, da bravo grande artista , ho rifinito la mappa cercando di nascondere il mio terrificante tratto a matita. 




Il risultato finale non mi dispiace affatto!

Le didascalie segnano i nomi delle regioni più importanti
Stessa mappa senza didascalie
La mappa purtroppo non copre l'intero pianeta: le zone sotto alla latitudine -50 circa erano troppo a sud per essere osservate dalla Terra vista l'inclinazione del pianeta. Le longitudini da 150 a 240 invece le ho saltate a causa del maltempo. Nonostante questi impicci, comunque, mettendo questa mappa a confronto con quella che realizzai nel 2012 con il vecchio telescopio, siamo davvero su un altro pianeta quanto a livello di dettaglio!

Per finire, ecco i dieci disegni che ho utilizzato per questa mappa, realizzati con il mio C8 dal balcone di casa tranne uno che invece è stato fatto con l'apocromatico da 25cm dell'osservatorio di Campo Catino.






Spero che questo post e i relativi disegni siano stati di vostro gradimento, se anche voi avete osservato Marte fatemi sapere cosa avete visto con il vostro telescopio!

 

mercoledì, settembre 07, 2016

Verso i confini del Sistema Solare

Ieri sera ho puntato il mio fidato C8 verso le colonne d'ercole del Sistema Solare: Urano e Nettuno.

Urano si sta avvicinando all'opposizione, sorge alle 21 e culmina a sud alle tre di notte, ma già poco dopo la mezzanotte si trova ad un'altezza decente per un'osservazione al telescopio. Brillando di magnitudine 5,7, è visibile anche ad occhio nudo sotto un buon cielo: devo assolutamente provare a cercarlo! Nettuno invece è nel periodo di migliore visibilità essendo osservabile per tutta la notte nella costellazione dell'aquario, con una magnitudine di 7,8. Raggiunge la sua massima altezza sull'orizzonte intorno all'una di notte. 

Urano è il settimo pianeta del sistema solare e orbita intorno al sole in 84 anni ad una distanza di circa 3 miliardi di kilometri. E' grande circa cinque volte la Terra, con un diametro intorno ai 50000km. La sua particolarità è l'inclinazione dell'asse di rotazione di circa 98 gradi: si potrebbe quasi dire che rotola sulla sua orbita! Questo pianeta è stato visitato da una sola sonda automatica, Voyager 2, che ci ha regalato dettagliate immagini del pianeta e delle sue 27 lune, di cui 5 principali.


La sua atmosfera è composta principalmente da idrogeno ed elio come gli altri giganti gassosi, una percentuale relativamente alta di gas metano gli dona il caratteristico colore celeste-verde. L'aspetto piuttosto piatto è dovuto alla presenza di una foschia che nasconde gli strati inferiori più turbolenti, che nella lunghezza d'onda dell'infrarosso e dell'ultravioletto mostrano bande e tempeste. I venti qui soffiano fino a 900 km/h!







Urano ha anche un ampio sistema di anelli, decisamente meno vistoso di quello di Saturno.







A 80 ingrandimenti il suo dischetto verde-azzurro inizia a distinguersi dalle stelle di campo. Salendo a 222 ingrandimenti il disco è evidente, e con un po' di attenzione si riesce anche a notare il polo nord leggermente più chiaro del resto del pianeta. Nessuna traccia dei satelliti, troppo deboli per essere osservati con il mio telescopio, almeno in queste condizioni di cielo.



Nettuno è l'ottavo e ultimo pianeta del sistema solare, orbita a 4,5 miliardi di km dal sole in circa 165 anni. E' stato scoperto nel 1846, ciò significa che da quando è stato scoperto ha compiuto appena un'orbita! E' poco più piccolo di Urano ma è più massiccio, avendo una densità maggiore. Anche questo pianeta è stato visitato da Voyager 2, che ci ha trasmesso le immagini più dettagliate che abbiamo della sua atmosfera e dei suoi 14 satelliti.

La sua atmosfera presenta un colore blu intenso e appare decisamente meno monotona di quella di urano, con tempeste, bande e nubi. Il colore anche in questo caso è dovuto alla presenza di gas metano. Il Voyager ha anche ripreso tempeste scure che potrebbero essere simili alla Grande Macchia Rossa su Giove.

Anche Nettuno ha un sistema di sottilissimi anelli.


Tritone, la luna più grande, è un corpo celeste unico nel sistema solare: si pensa che sia un pianeta nano della fascia di Kuiper che è stato catturato dalla gravità del pianeta. Ha una tenue atmosfera di azoto ed una superficie ghiacciata, punteggiata di geyser, e assomiglia molto per composizione a Plutone.

Al telescopio 80 ingrandimenti sono appena sufficienti a distinguere il pianeta dalle altre stelle, che sembra un po' meno puntiforme delle stelle di campo. A 222x il disco è evidente, di un bel colore azzurro. Purtroppo non ho osservato nessun dettaglio dell'atmosfera ne tantomeno le sue lune, troppo deboli per il mio C8 e soprattutto per il cielo di Frosinone.



Cercherò di osservare di nuovo questi remoti pianeti, per confermare ciò che ho visto nel caso di urano, e per cercare di carpire qualche dettaglio da Nettuno, magari utilizzando i telescopi dell'osservatorio astronomico. Alla prossima osservazione!

sabato, agosto 20, 2016

Galassie su galassie

Se c'è una cosa che mi emoziona più di vedere una galassia, è vedere più di una galassia! 

Poco più di un mese fa, la notte tra il 9 e il 10 luglio 2016, ho passato di nuovo una notte in osservatorio. Sotto il cielo di Campo Catino ho osservato una miriade di oggetti del profondo cielo, quelli su cui mi sono concentrato di più però sono state le galassie, in particolare i gruppi di galassie. 

Il primo ammasso che ho subito voluto osservare è stato il quintetto di Stephan, un gruppo di quattro galassie lontane 340 milioni di anni luce più una prospetticamente sovrapposta alle altre lontana 210 milioni di anni luce. Si vedono chiaramente tutte e cinque e in alcune si intuisce la forma distorta, dato che essendo così vicine interagiscono gravitazionalmente.


In questa immagine del telescopio spaziale Hubble si vedono tutte e cinque le componenti: penso che il disegno sia venuto ragionevolmente preciso.


L'ho cercato parecchie volte ma il mio C8 proprio non ce la fa, non dal cielo sotto cui lo uso di solito, almeno...


Un altro gruppo di galassie che ho trovato molto bello è il gruppo di Ngc 7331. Vorrei aprire una parentesi sul nome di questo gruppo, chiamato in inglese "Deer Lick", tradotto letteralmente significa leccata di cervo. Il motivo, però, mi sfugge! Ngc 7331, lontana 45 milioni di anni luce, è una bella galassia a spirale vista con un'inclinazione simile a quella della Galassia di Andromeda, con un disco percorso da fasce di polvere scura, che le danno un aspetto screziato. Si vede facilmente anche in telescopi più piccoli come il mio C8i. Vicino a questa galassia ho visto altre tre galassie più piccole. In realtà ce ne doveva essere una quarta di luminosità paragonabile a quelle che ho disegnato, ma per qualche ragione non l'ho vista oppure non l'ho segnata. 


Per finire, un disegno del tripletto del drago. In un solo campo oculare si possono vedere i tre tipi di galassia che si incontrano più spesso in cielo: galassia a spirale, galassia ellittica e galassia spirale vista di taglio, tutte e tre prospetticamente vicine, ad una distanza di circa 100 milioni di anni luce.


Sono andato a dormire intorno alle 4.30 del mattino, quando iniziavano a comparire a est le prime luci dell'alba. Il cielo è stato leggermente velato per l'intera notte, questo probabilmente mi ha impedito di apprezzare a pieno i dettagli di tutte queste galassie.

Alla prossima osservazione!

domenica, luglio 10, 2016

Uno sguardo a Saturno!

Qualcuno si è per caso chiesto il motivo per cui nelle ultime settimane questo blog è stato pressoché inattivo?

Semplicemente ro occupato a maturare. L'esame di stato non guarda in faccia a nessuno.

Ma tralasciando i trascorsi scolastici, concentriamoci per qualche minuto sul pianeta inanellato per eccellenza, Saturno, così come ho fatto io la sera del 27 giugno. Il buon seeing mi ha permesso di osservare dei bei dettagli sul disco e sugli anelli, che quest'anno sono al massimo della loro apertura, mostrandosi in tutto il loro splendore.

Proprio per mettere in evidenza questo cambiamento nell'inclinazione degli anelli, ho ripescato da questo blog dei disegni del pianeta realizzati dal 2012.


Penso sia doveroso sottolineare che con l'avvento dell'estate anche le attività dell'osservatorio di Campo Catino si intensificano: il 23 luglio e il 10 agosto, ad esempio, ci saranno due serate di osservazione pubblica.


Partecipate numerosi, ne vale assolutamente la pena visto che quest'anno sarà possibile osservare quasi tutti i pianeti del Sistema Solare in una sola serata!

martedì, giugno 14, 2016

Ho disegnato una Luna!

Tra un disegno di Marte e l'altro ho pensato, ieri sera, di disegnare la Luna.  Esperimento già tentato in precedenza, ma è tutt'altro che una passeggiata! La superficie lunare è incredibilmente intricata: è una bella sfida disegnare quanti più dettagli possibile e nel frattempo rispettare le proporzioni. Ho passato mezz'ora abbondante all'oculare a disegnare. 
All'inizio avevo pensato di proiettare la Luna su un foglio per fare un disegno preparatorio, giusto per disegnare con le giuste proporzioni i mari e le strutture principali: ho scoperto che proiettando attraverso la diagonale a specchio l'immagine risulta speculare rispetto a come si vede all'oculare, ovvero esattamente come si vedrebbe senza diagonale. Ci sono rimasto un po' male, mi sono rimboccato le maniche e ho disegnato tutto a occhio, ottenendo un risultato che tutto sommato non mi dispiace. 

La fase appena successiva al primo quarto mostra tante strutture interessanti: il terminatore attraversa l'Oceanus Procellarum e il Mare Imbrium, mari lunari dalla superficie molto liscia, per questo il bordo appare dritto e sfumato. Di tanto in tanto spuntano dei crateri illuminati dalle prime luci dell'alba: notevole il cratere Platone, a nord, il cui fondo piatto è tagliato dalle ombre appuntite proiettate dai suoi margini rialzati rispetto alla pianura circostante. A sud la superficie è butterata di crateri rendendo il terminatore estremamente intricato: ho fatto del mio meglio nel rappresentare più crateri possibile. Il fondo del cratere Tycho è completamente in ombra eccetto per il suo picco centrale, che appare come un puntino bianco immerso nell'oscurità.

In queste settimane Marte è ancora ben visibile in cielo, ma non sto pubblicando disegni, lo farò tra qualche settimana quando avrò osservato un'intera rotazione, finendo di disegnare la mappa a cui sto lavorando. A presto!
 

domenica, giugno 05, 2016

Astronomia decisamente non da balcone: notte bianca all'osservatorio!

Scrivo questo post reduce da una nottata passata in osservatorio: è la prima volta quest'anno che riesco ad osservare qualcosa dal bellissimo cielo di Campo Catino, dato che le ultime volte (fatta eccezione della serata tematica su Marte, di cui parlerò in seguito) il meteo è stato davvero poco clemente!


Arrivato in macchina con il Direttore, il tempo era tutt'altro che bello: nuvole ovunque e pioggia. Più tardi ci hanno raggiunto Ugo e Gianluca, altri due membri dello staff, che avevano in programma una bella serata di astrofotografia. 

All'ora di cena il cielo era ancora coperto, e mentre mangiavamo le speranze andavano via via affievolendosi.

Finito di mangiare, intorno alle 21.15, sono uscito e ho trovato il paradiso: tutte le nuvole, per chissà qualche miracolo divino, hanno lasciato il posto ad un cielo limpidissimo, dove tra le ultime luci del crepuscolo brillavano Marte a est e Giove a sud-ovest. 

Pregustando la notte di osservazioni accogliamo il gruppetto di visitatori che aveva prenotato per la serata: tra di loro c'era anche qualche astrofilo che ha ben gradito la vista di Giove, Marte e Saturno nel rifrattore apocromatico da 25cm e oggetti deep sky come M13 ed M51! Nel frattempo io facevo su e giù tra cupola e piano terra, facendo foto al cielo con la reflex.

Gianluca ha installato sulla mia reflex Magic Lanter, un firmware che sblocca molte funzioni utili come l'intervallometro per i time lapse e le pose più lunghe di 30 secondi, tutto questo senza dover per forza collegarla ad un computer o ad un apparecchio acquistato a parte. Per questo mi sono cimentato negli Star trail: sono semplicissimi da fare! Basta impostare una posa da 10 minuti sulla reflex e abbandonarla sul ciglio della strada per un po'. Risultato garantito!


Questa invece è la regione di Via Lattea tra Sagittario e Scorpione, dove spiccano Saturno e Marte.

 
Quando i visitatori se ne sono andati è iniziata la nottata osservativa: primo obiettivo, Marte! Mentre Ugo e Gianluca riprendevano il pianeta con una webcam al fuoco diretto del 25cm, io lo disegnavo con l'80. Il seeing non era granché, per quanto riguarda Marte infatti ho trovato molto più vantaggioso l'uso del rifrattore. Questo è più o meno ciò che ho visto:


Poi siamo passati a Saturno. Il seeing nel frattempo era migliorato, quindi ho osservato dal rifrattore mentre gli altri lo riprendevano dall'80cm. Una vista davvero stupenda: il rifrattore restituisce un'immagine chiarissima, e gli anelli sono perfettamente definiti. La divisione di Cassini è lampante, e alle anse forse ho intuito la lacuna di Encke. Non ho fatto un disegno perché non so disegnare un'ellisse a mano libera, e purtroppo gli anelli con questa apertura hanno proprio quella forma. In compenso ecco una foto scattata al fuoco diretto!


Finite le riprese, con l'aiuto di Gianluca che mi ha dato supporto tecnico e morale ho iniziato a fare qualche foto con la reflex collegata al fuoco diretto del telescopio con l'anello T2 che mi ha gentilmente prestato. Questi sono stati i risultati:




L'ammasso di Ercole dà il meglio di sé anche con un'esposizione molto breve, dieci in totale. Questa foto è il risultato di venti pose da 30 secondi.
 M51 è una bellissima galassia a spirale che interagisce con la più piccola NGC 5195. Si chiama anche galassia Vortice, perché è la prima in cui fu osservata una struttura a spirale da Lord Rosse, a metà '800. Questi sono venti scatti a 1600 iso, pochi, infatti la foto è piuttosto rumorosa.

 NGC 7008, nota anche come nebulosa feto, è una bella nebulosa planetaria nel Cigno che ha questa strana forma che ricorda quella di un feto, anche se in questa foto sembra più un fagiolo fantasma.

L'ultima foto ritrae la nebulosa Velo, un diafano resto di supernova nel Cigno. Pur essendo facilmente visibile nel telescopio da 80cm, stenta a staccarsi dal fondo cielo rumoroso con sole 10 pose.







Vi consiglio di scorrere le foto rapidamente una dopo l'altra, giusto per notare come io non sappia bilanciare il colore del fondo cielo.

Tra una foto e l'altra ho anche disegnato qualche oggetto che mi è particolarmente piaciuto. M51 è stato il primo disegno della serata, completato piuttosto in fretta. Lo prenderei un disegno della prima impressione: questo è esattamente ciò che ho visto nei primi cinque secondi che ho messo l'occhio nell'oculare. 


Si vedeva benissimo la struttura a spirale, però la connessione dei bracci con il nucleo non è stata subito lampante, mi ricordava un disegno che Herschel fece di questa stessa galassia, in cui vedeva un anello che circondava il nucleo. Sono sicuro che passando più tempo all'oculare, magari con un migliore adattamento al buio, mostrerebbe molti più dettagli.



Un altro oggetto che mi è piaciuto tanto è la nebulosa Omega, nel Sagittario: non ho mai capito perché si chiami Omega, effettivamente non sembra nemmeno lontanamente una lettera greca. In compenso sembra un cigno, che è un altro suo soprannome. 






Molto luminosa, davvero bella, immersa in un ricco campo stellare. E' divisa da parecchie "venature" scure e ci sono tre o quattro nubi di gas più piccole staccate da quella principale.

Tra una cosa e l'altra sono stato fino alle 4 del mattino ad osservare, quando tra velature e i primi chiarori dell'alba sarebbe stato poco produttivo, dopodiché mi sono chiuso nel sacco a pelo facendomi ben tre ore di sonno.

Alle prossime osservazioni!

venerdì, maggio 27, 2016

Marte in opposizione!

Ogni due anni Marte, percorrendo la sua orbita a circa 230 milioni di kilometri dal Sole, si ritrova alla minima distanza dalla Terra. Questo fenomeno avviene quasi in contemporanea alla sua opposizione: la sua elongazione raggiunge i 180°, va a trovarsi quindi nella parte di cielo opposta al Sole.

Marte ripreso dal telescopio spaziale Hubble
Con un ciclo di circa 12 anni si succedono opposizioni "afeliche" e "perieliche". 
In un'opposizione perielica (lo sarà quella del 2018), Marte è più vicino al Sole e la distanza dalla Terra è minima, intorno ai 55-60 milioni di kilometri, e il suo diametro apparente raggiunge i 25 secondi d'arco, un po' più della metà del diametro del disco di Giove.  Nelle opposizioni afeliche alla sua minima distanza Marte si trova nel punto più lontano dal Sole, la distanza dalla Terra è maggiore (circa 100 milioni di kilometri) e il suo diametro è circa la metà rispetto a quello di un'opposizione perielica, intorno ai 14 secondi d'arco. Quest' immagine trovata sul web spiega molto bene i concetti di opposizione afelica e perielica:


L'ultima opposizione afelica si è verificata nel 2012, che è stata tra l'altro la prima che ho seguito costantemente, realizzando alla fine una mappa della superficie che è stata anche pubblicata sul sito "Astronomy Sketch Of the Day", bellissimo sito di disegno astronomico che purtroppo da alcuni mesi ha smesso di pubblicare nuove immagini. (Link al post dell'opposizione 2012)

Quest'anno Marte si trova ad una distanza di circa 70 milioni di km, non alla minima distanza possibile, ma presenta comunque un diametro considerevole, che permette di osservare una buona quantità di dettagli con un telescopio da 20cm di diametro. Ecco quindi gli ultimi disegni!




In questo disegno del 16 maggio Marte mostra la sua faccia più "piatta", con le regioni di Amazonis e Tharsis, con il mare Sirenum che taglia la zona sud del pianeta, e a Ovest il mare Cimmerium prossimo al tramonto. 




Il 22 maggio inizia a comparire dal bordo Est il mare Erythraeum e la regione del Solis Lacus, una distesa scura che cambia spesso forma con l'avvento di tempeste di polvere che spostano la sabbia che ricopre le regioni circostanti. Questo era l'aspetto del pianeta proprio nel giorno della sua opposizione!





Il 26 maggio invece, le cose iniziano a farsi più interessanti: Marte ci mostra la sua faccia più ricca di dettagli, con il mare Erythraeum a Sud e il Niliacus Lacus che compare a Ovest in mezzo alle foschie mattutine.








La calotta polare Nord è molto piccola, perché con l'arrivo dell'estate marziana il ghiaccio di anidride carbonica sublima, arricchendo la tenue atmosfera. A sud, le grandi piane sono spesso ricoperte da una foschia molto chiara, mentre ai bordi Ovest e Est ho osservato più o meno sempre le nubi di cristalli di ghiaccio che si formano all'alba e al tramonto nei pressi dell'equatore.


Mi sono anche divertito a fare qualche foto al pianeta con la reflex in afocale. I disegni sono molto meglio, ma perché no, ogni tanto è bene variare! Ho anche provato a riprendere dei video con la reflex per poi sommare i frame con software come registax o autostakkert, ma purtroppo il formato dei file non è quello giusto.




Ovviamente l'opposizione non è finita qui: Marte sarà ben visibile per diversi mesi, spero che il tempo migliori un po' e mi permetta di osservare una rotazione completa del pianeta per poter disegnare un'altra mappa della superficie!







venerdì, maggio 06, 2016

Giove, Marte e Saturno ribollenti!

Aspettando che maggio si renda conto di non essere marzo e che il meteo smetta di divertirsi alle mie spalle, in un paio di serate libere dalle nubi ho fatto un po' di osservazione planetaria dal balcone: Giove adesso è alla massima altezza appena tramontato il sole, e più tardi la sera iniziano a fare capolino tra le stelle dello Scorpione altri due pianeti, Saturno e Marte.

Le sere del 2 e del 5 maggio ho compiuto le prime osservazioni di Marte di questa opposizione. Ho atteso la mezzanotte per aspettare che spuntasse dai tetti delle case che lo coprivano, ma era comunque estremamente basso, in mezzo alle peggiori turbolenze atmosferiche che si potessero immaginare: nonostante ciò, pian piano, ho distinto alcuni dettagli della sua superficie. Ecco il disegno! Si vedeva facilmente la Syrtis Major, una distesa scura di rocce vulcaniche. Subito sotto , invece, una macchia molto chiara, tendente al giallino, che a prima vista ho preso per la calotta polare. E' Hellas, il secondo cratere più grande di Marte, molto luminoso a causa del continuo movimento di polvere sollevata dai venti. A Nord compariva invece una piccola calotta polare di ghiaccio di anidride carbonica, mentre a est tramontava la Piana Acidalium.


Marte ruota su se stesso in circa 24 ore e 37 minuti, leggermente più lento della Terra: osservandolo tutte le sere alla stessa ora si vedrà sempre una porzione di superficie leggermente diversa.

Questa invece è una foto che ho fatto in afocale con la mia reflex.



La sera del 5 maggio ho osservato anche Giove, che nonostante l'aria molto agitata ha mostrato bei dettagli. Poco sotto alla banda temperata nord compariva un piccolo puntino scuro: pensavo fosse l'ombra di qualche satellite, invece era Ganimede, la luna più grande di Giove! Chissà se con un'aria più ferma si potrebbe vedere qualche dettaglio su questa luna...


La stessa sera della prima osservazione di Marte, il 2 maggio, ho dato anche uno sguardo a Saturno, al quale ho scattato un'altra foto sempre in afocale.


E con queste prime interessanti osservazioni spero che il cielo di questo mese non deluda!

giovedì, aprile 21, 2016

Giove

A quasi un mese dall'ultima osservazione -decente- di Giove, ecco i miei ultimi disegni, realizzati la sera del 17 aprile. Tra le ultime luci del crepuscolo, la GMR aveva appena oltrepassato il meridiano, mentre l'ombra di Io si faceva strada tra le nubi scure della banda nordequatoriale. Da quest'ultima, un vistoso festone si protendeva nella zona equatoriale, dove risaltava rispetto al suo colore chiaro. Ho seguito per circa un'ora il tramonto della Grande Macchia Rossa e l'uscita di Io dal disco gioviano. Mi è dispiaciuto di non essere riuscito a identificare il satellite sullo sfondo delle nubi del pianeta, perché sarebbe stata un'ottima occasione per tentare di carpire qualche dettaglio dal suo piccolo disco. Purtroppo il cielo pieno di velature non me l'ha permesso. Anzi, poco dopo la trasparenza e il seeing sono peggiorati ulteriormente, costringendomi a rientrare.
 
Mi sono anche dilettato nella fotografia in afocale con la mia reflex, tirando fuori qualche foto che, vista la tecnica poco sofisticata, non mi dispiacciono!
 
 

martedì, marzo 29, 2016

Un disegno della luce cinerea

Come sapete, e nel caso non lo sapeste leggetevi questo post, la Luna nei giorni precedenti o appena seguenti il novilunio viene illuminata dalla luce cinerea.

Il 12 gennaio di quest'anno ho realizzato un disegno che è ingiustamente finito dimenticato nei meandri più oscuri del mio blocco da disegno. Una volta riesumato ed opportunamente elaborato con Photoshop, questo è stato il risultato!


E' molto difficile rendere su uno schermo l'idea della differenza di luminosità che c'è tra la zona in ombra e la zona illuminata. Nella zona scura la luce della Terra mette in risalto i mari lunari più grandi come l'oceano delle tempeste e il mare delle piogge, dettagli come la baia degli arcobaleni, grandi crateri come Copernico e Tycho e le relative raggiere di detriti, crateri più piccoli ma estremamente luminosi come Aristarco. Insomma, una vista davvero interessante, molto diversa dal solito! Tra l'altro, è facilmente osservabile con qualunque telescopio, anche di modesta apertura, e si può fotografare con qualunque macchina fotografica, e abbinata ad un bel paesaggio può rendere la foto molto pittoresca!