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domenica, giugno 05, 2016

Astronomia decisamente non da balcone: notte bianca all'osservatorio!

Scrivo questo post reduce da una nottata passata in osservatorio: è la prima volta quest'anno che riesco ad osservare qualcosa dal bellissimo cielo di Campo Catino, dato che le ultime volte (fatta eccezione della serata tematica su Marte, di cui parlerò in seguito) il meteo è stato davvero poco clemente!


Arrivato in macchina con il Direttore, il tempo era tutt'altro che bello: nuvole ovunque e pioggia. Più tardi ci hanno raggiunto Ugo e Gianluca, altri due membri dello staff, che avevano in programma una bella serata di astrofotografia. 

All'ora di cena il cielo era ancora coperto, e mentre mangiavamo le speranze andavano via via affievolendosi.

Finito di mangiare, intorno alle 21.15, sono uscito e ho trovato il paradiso: tutte le nuvole, per chissà qualche miracolo divino, hanno lasciato il posto ad un cielo limpidissimo, dove tra le ultime luci del crepuscolo brillavano Marte a est e Giove a sud-ovest. 

Pregustando la notte di osservazioni accogliamo il gruppetto di visitatori che aveva prenotato per la serata: tra di loro c'era anche qualche astrofilo che ha ben gradito la vista di Giove, Marte e Saturno nel rifrattore apocromatico da 25cm e oggetti deep sky come M13 ed M51! Nel frattempo io facevo su e giù tra cupola e piano terra, facendo foto al cielo con la reflex.

Gianluca ha installato sulla mia reflex Magic Lanter, un firmware che sblocca molte funzioni utili come l'intervallometro per i time lapse e le pose più lunghe di 30 secondi, tutto questo senza dover per forza collegarla ad un computer o ad un apparecchio acquistato a parte. Per questo mi sono cimentato negli Star trail: sono semplicissimi da fare! Basta impostare una posa da 10 minuti sulla reflex e abbandonarla sul ciglio della strada per un po'. Risultato garantito!


Questa invece è la regione di Via Lattea tra Sagittario e Scorpione, dove spiccano Saturno e Marte.

 
Quando i visitatori se ne sono andati è iniziata la nottata osservativa: primo obiettivo, Marte! Mentre Ugo e Gianluca riprendevano il pianeta con una webcam al fuoco diretto del 25cm, io lo disegnavo con l'80. Il seeing non era granché, per quanto riguarda Marte infatti ho trovato molto più vantaggioso l'uso del rifrattore. Questo è più o meno ciò che ho visto:


Poi siamo passati a Saturno. Il seeing nel frattempo era migliorato, quindi ho osservato dal rifrattore mentre gli altri lo riprendevano dall'80cm. Una vista davvero stupenda: il rifrattore restituisce un'immagine chiarissima, e gli anelli sono perfettamente definiti. La divisione di Cassini è lampante, e alle anse forse ho intuito la lacuna di Encke. Non ho fatto un disegno perché non so disegnare un'ellisse a mano libera, e purtroppo gli anelli con questa apertura hanno proprio quella forma. In compenso ecco una foto scattata al fuoco diretto!


Finite le riprese, con l'aiuto di Gianluca che mi ha dato supporto tecnico e morale ho iniziato a fare qualche foto con la reflex collegata al fuoco diretto del telescopio con l'anello T2 che mi ha gentilmente prestato. Questi sono stati i risultati:




L'ammasso di Ercole dà il meglio di sé anche con un'esposizione molto breve, dieci in totale. Questa foto è il risultato di venti pose da 30 secondi.
 M51 è una bellissima galassia a spirale che interagisce con la più piccola NGC 5195. Si chiama anche galassia Vortice, perché è la prima in cui fu osservata una struttura a spirale da Lord Rosse, a metà '800. Questi sono venti scatti a 1600 iso, pochi, infatti la foto è piuttosto rumorosa.

 NGC 7008, nota anche come nebulosa feto, è una bella nebulosa planetaria nel Cigno che ha questa strana forma che ricorda quella di un feto, anche se in questa foto sembra più un fagiolo fantasma.

L'ultima foto ritrae la nebulosa Velo, un diafano resto di supernova nel Cigno. Pur essendo facilmente visibile nel telescopio da 80cm, stenta a staccarsi dal fondo cielo rumoroso con sole 10 pose.







Vi consiglio di scorrere le foto rapidamente una dopo l'altra, giusto per notare come io non sappia bilanciare il colore del fondo cielo.

Tra una foto e l'altra ho anche disegnato qualche oggetto che mi è particolarmente piaciuto. M51 è stato il primo disegno della serata, completato piuttosto in fretta. Lo prenderei un disegno della prima impressione: questo è esattamente ciò che ho visto nei primi cinque secondi che ho messo l'occhio nell'oculare. 


Si vedeva benissimo la struttura a spirale, però la connessione dei bracci con il nucleo non è stata subito lampante, mi ricordava un disegno che Herschel fece di questa stessa galassia, in cui vedeva un anello che circondava il nucleo. Sono sicuro che passando più tempo all'oculare, magari con un migliore adattamento al buio, mostrerebbe molti più dettagli.



Un altro oggetto che mi è piaciuto tanto è la nebulosa Omega, nel Sagittario: non ho mai capito perché si chiami Omega, effettivamente non sembra nemmeno lontanamente una lettera greca. In compenso sembra un cigno, che è un altro suo soprannome. 






Molto luminosa, davvero bella, immersa in un ricco campo stellare. E' divisa da parecchie "venature" scure e ci sono tre o quattro nubi di gas più piccole staccate da quella principale.

Tra una cosa e l'altra sono stato fino alle 4 del mattino ad osservare, quando tra velature e i primi chiarori dell'alba sarebbe stato poco produttivo, dopodiché mi sono chiuso nel sacco a pelo facendomi ben tre ore di sonno.

Alle prossime osservazioni!

lunedì, gennaio 04, 2016

Nottata a Campo Catino

Come primo post del nuovo anno, parliamo dell'ultima osservazione del 2015: ho passato diverse ore della notte tra il 29 e il 30 dicembre ad osservare, con la strumentazione dell'osservatorio di Campo Catino a mia disposizione. Vi starete tutti chiedendo: "Giovanni, ma ti sei trasferito all'osservatorio? E il tuo C8, il balcone, che fine hanno fatto?" La domanda è più che lecita. La risposta sta nel meteo: negli ultimi due mesi c'è stato un lunghissimo periodo di alta pressione, che però nella valle del sacco e a Frosinone ha portato più problemi che altro. Tralasciando tutto ciò che riguarda il ristagno di smog, tutti, tutti, TUTTI i giorni, sia di mattina che di sera, la città e di conseguenza il balcone erano avvolti da una cappa di umidità che impediva tutte le osservazioni astronomiche che non fossero della Luna o di qualche oggetto deep-sky particolarmente luminoso. A 1500m di altitudine invece, la situazione era completamente diversa. Il fatto che l'umidità sia ristagnata a valle non ha fatto che migliorare ulteriormente la qualità del cielo, bloccando anche parte dell'inquinamento luminoso delle città vicine.

Dalle 18 alle 20 circa ho guidato il piccolo gruppo di visitatori attraverso oggetti celesti come M15, M27, M57 e, come gran finale, la nebulosa di Orione. Subito dopo cena ho iniziato ad osservare per conto mio. Avevo una lunga lista di oggetti da osservare, soprattutto nebulose planetarie, che nonostante la Luna avrebbero mostrato qualche dettaglio interessante. La prima è stata la nebulosa "palla di neve blu" in Andromeda, NGC 7661.




 A 640 ingrandimenti il suo colore azzurrino era facilmente percepibile. La struttura era ad anello, con il centro più scuro e i bordi più luminosi, con una specie di anello chiaro spezzato che separava i due gusci. 

Seconda nebulosa che ho osservato è NGC 1501, nebulosa "ostrica", anche se, manco a dirlo, non sembra nemmeno lontanamente un'ostrica.


La vista ricordava lontanamente M57, ma con il bordi più irregolari e dei raggi che si allungavano verso la stella centrale. Per osservare queste nebulose, piuttosto alte sull'orizzonte, mi sono ritrovato in posizioni alquanto scomode...

Nota a me stesso: procurarsi un diagonale a specchio.

Più tardi mi sono fatto distrarre di nuovo dalla nebulosa di Orione... L'ultima volta ho provato a disegnarla, ma non sono riuscito a rappresentare tutti i dettagli che si vedevano. Quindi ci ho riprovato: utilizzando un ingrandimento maggiore ho realizzato questo disegno che forse dà un'idea di quanto possa essere bella questa nebulosa. 


Sono stato più di mezz'ora all'oculare per segnare tutti i dettagli che vedevo, e non sono ancora tutti! Sembrava di disegnare dei cirri a matita... Tutto questo con la presenza della Luna all'ultimo quarto. Chissà cosa si potrà vedere con il novilunio e un buon filtro nebulare?

Sirio nel frattempo si alzava sempre di più sull'orizzonte. Ho provato a darle un'occhiata, casomai riuscissi a vedere Sirio B. La stella più luminosa del cielo è accompagnata da una debole compagna, una nana bianca che gli orbita attorno.
Nell'oculare Sirio brilla come un diamante, talmente luminosa che all'inizio mi ha fatto lacrimare un po' gli occhi. Togliendomi dall'oculare ho notato che la sua immagine veniva proiettata sulla parete dietro. Nota a me stesso: la prossima volta devo portare gli occhiali da sole. Gli spikes di diffrazione della stella occupavano quasi tutto il campo del 14mm UWA, e appena alla destra di uno di questi si vedeva una debole stellina blu. Ho provato a ruotare l'oculare, a muovere il telescopio e a cambiare occhio per assicurarmi che non fosse un riflesso. Ho anche scattato una foto con il cellulare, ma era sempre lì. Dopodiché non ho avuto più dubbi: ho visto Sirio B!


Se è molto difficile in piccoli telescopi, non lo è affatto con un 80cm. Adesso che l'ho vista ,però, la sfida sarà riosservarla con il C8 da Frosinone!

Ho continuato a vedere cose a destra e a manca per un'altra mezz'ora, dopodiché ho chiuso telescopio e cupola e sono andato a dormire.

"Dormire" per modo di dire, dato che alle 4.30 ero di nuovo in piedi. Ho osservato la Luna, Marte e Giove che erano tutti allineati, ai quali si sarebbero aggiunti Venere e Saturno all'alba. Ho aperto la cupola e sono tornato alle mie osservazioni. Ho puntato la cometa Catalina, osservandola per la prima volta: molto luminosa, con un nucleo stellare ed una chioma molto ampia, però non ho visto nessuna delle due code che la accompagnano, probabilmente a causa della Luna. Poi sono passato a Giove, ma il seeing non mi ha permesso di osservare grandi dettagli. In compenso ho notato che con quell'apertura i quattro satelliti mostrano i loro colori caratteristici: Io arancione, Europa grigia-azzurrina, Ganimede e Callisto tra il marrone e il grigio.

A quel punto il cielo andava già schiarendosi. Tra la Luna e il crepuscolo non era possibile osservare con profitto nient'altro, così sono stato seduto ad ammirare l'alba dalla fessura della cupola.



Ecco l'umidità di cui parlavo all'inizio. Sembrava di stare in riva al mare! Invece il mare era fatto di nebbia, che avvolgeva la valle del Sacco. Frosinone si trova proprio lì sotto.


Da questa nebbia spuntavano solamente le cime più alte, in un paesaggio davvero suggestivo.


 
Infine, stanco ma soddisfatto, vedo il sole spuntare tra gli alberi e illuminare il telescopio e la cupola.

Alla prossima osservazione e buon 2016 a tutti, sperando che sia ancora più interessante del precedente, almeno astronomicamente!




 


venerdì, agosto 21, 2015

Diario astrofotografico

Negli ultimi giorni mi sono messo in testa di iniziare a fare qualche foto decente, con la scusa del buon cielo di Sgurgola. Ecco una cronaca di questi giorni di sperimentazioni: primi, timidi e maldestri passi nella fotografia astronomica. Vediamo come un Giovanni nel suo ambiente naturale si comporta di fronte a una reflex.

Prima serata, 16 agosto 2015

Attrezzatura: Reflex, cavalletto cinese, gatto.

Il cavalletto cinese ovviamente rotto e tenuto insieme con un po' di scotch, giusto per rendere la sfida ancora più difficile, perché a me piacciono le sfide! Con solo il cavalletto, senza insegumento, ho fatto pose da 11 secondi a 55mm di focale, con la speranza di catturare qualche fotone che non aveva niente di meglio da fare che colpire il CCD della mia macchina fotografica. Contro ogni mia aspettativa, qualcosa l'ho effettivamente fotografata! Utilissima è stata la scoperta dello scatto continuo della reflex che mi permette di scattare in automatico dieci foto di fila, senza dover premere il pulsante ogni volta. Il mio gatto è stato sempre di compagnia strusciandosi sul cavalletto facendo venire le foto mosse, oppure saltandomi addosso all'improvviso facendomi prendere un colpo.

Ecco il risultato delle pose su M31, la Galassia di Andromeda. Meglio di come l'abbia fotografata in precedenza, ma è comunque poco contrastata e rumorosa. Inoltre la mancanza di un inseguimento allunga un po' le stelle.


Questa è NGC 7000, la nebulosa Nord America, che è saltata fuori dai file Raw più facilmente di quanto pensassi! Urge un'osservazione visuale...




Seconda serata, 17 agosto 2015

Attrezzatura: Reflex, telescopio, una cinta e tanta fantasia. E un gatto.

La sera del 17 agosto, l'illuminazione: non posso fare pose inseguite, ma se riuscissi ad attaccare la reflex in parallelo al telescopio potrei farlo! Presa una vecchia cinta, il raccordo del cavalletto e mio padre, mescolandolo a tante puntate di Art Attack viste da piccolo, è uscita fuori questa meraviglia tecnologica! Vi consiglio di munirvi di pop corn e un'aranciata fresca per godervela al meglio.


 


Il risultato è stato migliore di quanto mi aspettassi: la reflex è ancora integra, è rimasta ben salda ancorata sul tubo senza muoversi. Allineato il telescopio e dopo averlo un po' bilanciato, l'inseguimento è stato praticamente perfetto. Per la prima volta stelle puntiformi!





Ho tentato un'altra ripresa su NGC 7000, per fare anche un confronto con la precedente foto. Il risultato è stato decisamente migliore!




Con Andromeda sono arrivate le prime imprecazioni: perché diavolo la foto è così rumorosa? Ho provato tutti gli allineamenti e le impostazioni possibili di Deep Sky Stacker, ho tentato tutte le elaborazioni che conoscevo... Ma niente. Il risultato era sempre un guazzabuglio di rumore, dal quale la Galassia faceva fatica a divincolarsi. Con l'elaborazione di Nunzio Micale, che in astrofotografia è decisamente più ferrato di me, ho salvato questa foto dal cestino. Andiamo un po' meglio! Alla fine ho scoperto il problema di tutto questo rumore: troppi pochi ISO. Li avevo mantenuti a 200 pensando di avere un rumore più basso, ma allo stesso tempo il segnale dalla galassia era molto minore. Quindi per metterla in risalto saltava fuori anche tutto il disturbo.


Ecco poi una foto del campo stellare tra la Freccia e la Volpetta. Si vede a destra l'attaccapanni, un simpatico asterismo a forma di stampella (in questo caso rovesciata). Facendo più attenzione al centro compare, piccolissima, la Nebulosa Manubrio! Anche a 55mm di focale sfoggia la sua tipica forma bilobata e il colore verde-azzurro.





Anche stavolta non è mancato il gatto che ha pensato bene di farmi rischiare un infarto prendendomi alle spalle mentre allineavo il telescopio.

Terza serata, 20 agosto 2015.

Attrezzatura: Reflex, telescopio, computer, stavolta senza gatto.

Questa sera attrezzatura astrofotografica da assalto: reflex sul telescopio, collegata al mio computer con il software per controllarla in remoto. Lo scopo era fare esposizioni più lunghe dei soliti 30 secondi, con degli ISO più alti per correggere gli errori della scorsa serata. Opto per pose da due minuti a 1600 iso.

Riproviamo la nebulosa Nord America per la terza volta: venti pose da due minuti, un totale di quaranta minuti di posa. Grazie alla funzione timer ho dato il via alle esposizioni e sono andato a farmi i fatti miei. Ora si che si ragiona!


Stesso vale per la galassia di Andromeda. Quaranta minuti anche per lei, finalmente si stacca come voglio dal fondo cielo mostrando le sue caratteristiche principali tra cui i bracci a spirale di polvere scura. 
 

 Questi sono i risultati di queste serate di duro lavoro: credo proprio che ricomincerò a disegnare.





 

venerdì, agosto 14, 2015

Cielo di una notte di mezza estate

Sebbene sia molto bello partecipare a serate pubbliche e mostrare ad altra gente le bellezze dell'universo, ogni tanto ci vuole un po' di tempo per se stessi. E così ho fatto ieri sera, con la Luna nuova, da Sgurgola: solo io, il mio telescopio e il cielo. Un cielo scuro, ma non troppo, niente a confronto di quello di Campo Catino... Tanto quanto basta, però, per godersi la vista di alcuni degli oggetti celesti più belli del cielo estivo.

Per tutta la serata non sono stato ovviamente solo, sia perché ero a circa due metri da casa, sia perché ho avuto molti contatti con la fauna locale... Qui possiamo averne una diapositiva. Mi ha rubato il posto!


Ma passiamo all'osservazione. Era parecchio che non facevo qualche disegno deep-sky, e così ho iniziato a riprenderci un po' la mano. Mi sono reso conto di non aver mai disegnato l'ammasso di Ercole come lo vedo con il C8! Una gravissima mancanza che ho colmato in pochi minuti.

M13 è uno degli ammassi globulari più luminosi che si possono vedere dall'emisfero nord della Terra. E' anche uno degli oggetti celesti più osservati in estate, quando culmina quasi allo zenit in prima serata. Con un telescopio come il mio l'ammasso si trasforma in una vera esplosione di stelle: l'alone è completamente risolto, e da questo si diramano propaggini di stelle, come dei tentacoli.





 


Sempre in Ercole ho osservato M92, un altro ammasso globulare, più piccolo e debole di M13. Facilmente risolto in stelle l'alone, dal quale si dirama un lungo braccio che sembra avvolgersi a spirale attorno al nucleo.








Lì vicino un altro classico estivo, M57, la nebulosa Anello della Lira. E' una nebulosa planetaria molto luminosa, facilmente visibile anche con piccoli telescopi. Nel mio mostra chiaramente la struttura ad anello, con i bordi più sfumati lungo l'asse maggiore dell'ellisse.







 

Dirigendomi verso la Volpetta ho puntato M27, nota anche come Manubrio, un'altra famosa nebulosa che ho osservato e riosservato, eppure non mi stufo mai di ammirarla: troppe sfumature, troppi dettagli, troppa bellezza!








Dirigendomi verso il Cigno ho puntato una particolare nebulosa planetaria, NGC 6826, altresì nota come Nebulosa Lampeggiante, o Blinking in inglese. Questo nome è dovuto alla grande differenza di luminosità che si nota osservando in visione diretta o distolta. In diretta si vede appena la stella centrale circondata da un debole alone sfumato, invece distogliendo lo sguardo la nebulosa si "accende" mostrando i suoi gusci di gas più esterni.



 

Sempre nella stessa costellazione ho osservato la nebulosa Tappeto Magico, NGC 7027. Il suo nome proviene dalla sua particolare forma, vagamente rettangolare, come un tappeto, appunto. Semplice, no? 

 





Ovviamente al telescopio non si vede come nelle foto dell'Hubble, ma è comunque interessante: infatti si intuisce la sua forma squadrata nella sua zona più luminosa, mentre l'altro lato ha i bordi più sfumati.











L'ultimo disegno rappresenta NGC 7008, penso una delle più belle nebulose planetarie che abbia osservato: la sua forma è molto particolare, elongata e irregolare. Sembra un bozzolo appeso alle due stelline che compaiono al centro del campo, alle quali però non è legata fisicamente. Un bozzolo... oppure un feto umano, che è il suo soprannome: nebulosa Feto.




Ho tentato poi di osservare la nebulosa Velo, senza successo. Probabilmente le condizioni atmosferiche non erano abbastanza buone, il cielo era libero ma l'aria era umida. 

La nebulosa Crescent, NGC 6888, era un altro obiettivo, ma non ho visto neanche questa. Tramite l'Uhc-s ho forse messo in risalto un debolissimo alone intorno a delle stelle, ma potrebbe anche essere solo un riflesso, quindi urge una conferma dell'osservazione.


Per finire ho rivolto lo sguardo a Urano, che sorgeva basso verso est. A 222 ingrandimenti non ho visto altro che un dischetto minuscolo, che però mostrava il colore verde-azzurro tipico del pianeta. E qui una piccola curiosità, che giustifica forse la mezza citazione Shakespeariana del titolo: le lune più grandi di Urano si chiamano come personaggi letterari, molti dei quali provenienti dalle opere di Shakespeare. Abbiamo così Titania, Oberon, Ariel, Miranda, Puck, Ofelia, Cordelia, e così via.



Meteo permettendo passerò altre serate al telescopio. Inoltre è ancora periodo buono per le perseidi, quindi aspettatevi altre, emozionanti (forse), fantasmagoriche (probabilmente) e stupefacenti (si spera) osservazioni!

giovedì, settembre 04, 2014

Maratona di fine estate

Con l'arrivo di Settembre, finisce ufficialmente l'estate... Sia perché a breve ricomincerà la scuola, sia perché ha ricominciato a piovere come se non ci fosse un domani. Il 30 agosto, l'ultima sera trascorsa a Sgurgola, ho passato quasi quattro ore al telescopio, tentando di osservare quanti più oggetti possibile, che poi non sarebbero stati visibili dalla città. Nel pomeriggio ho preparato una lista di circa 30 oggetti, soprattutto del catalogo NGC, tra galassie, ammassi globulari e nebulose planetarie. 


Ho incominciato il tour da Pegaso: M15, un luminoso ammasso globulare. Bello luminoso, con un nucleo molto concentrato, e la periferia completamente risolta in un'infinità di stelline. Non ho notato particolari lacune o formazioni di stelle. La particolarità di questo ammasso è nascosta nelle sue regioni più interne: si chiama Pease 1. E' una piccola nebulosa planetaria, talmente piccola che si confonde tra le stelle con telescopi più piccoli di una trentina di cm... Non so se è a portata del mio C8, anche perché non ho nemmeno provato a cercarla. Posso segnarla sulla mia lista delle sfide astronomiche!
 




 Ecco una foto della nebulosa: qui è perfettamente distinguibile dalle stelle... Ma è stata pur sempre scattata con il Telescopio Spaziale Hubble!






Restando sempre in Pegaso, vado alla ricerca di galassie: l'unica di queste che sono riuscito ad osservare è stata Ngc 7331. Si tratta di una galassia a spirale abbastanza luminosa, facilmente visibile con il mio telescopio. Presenta un nucleo pronunciato e un alone allungato, il cui bordo sembra più definito su un lato, probabilmente a causa della presenza di una banda di polveri. Vicino a questa galassia c'è il quintetto di Stephan, un gruppetto di 5 galassie interagenti, una vera chicca del cielo! Solo che non sono riuscito ad osservarlo, è piuttosto debole in effetti... Anche questo è stato aggiunto alla lista di cui sopra.


Sempre restando in tema di galassie, sono passato alla galassia di Andromeda: purtroppo il mio C8 non è adatto all'osservazione di oggetti così estesi. Nonostante ciò ho osservato il suo nucleo, le galassie satellite M32 e M110 e un accenno delle sue bande di polveri.

Finito il poco proficuo tour di galassie, passo alle nebulose planetarie.




 Inizio con M27, la celeberrima nebulosa Dumbbell, che a 80x e filtro UHC-S presenta un sacco di dettagli. La forma a manubrio è evidente, uno dei due lobi è più luminoso. Il tutto ha un aspetto leggermente screziato, ma senza dettagli molto evidenti.






Ma perché osservare una nebulosa Dumbbell, quando ce n'è un'altra nel cielo? Infatti puntando il telescopio verso Perseo, si può trovare M76, la Little Dumbbell Nebula. Non è altro che una versione in miniatura della grande M27. A un primo sguardo sembrano due macchie ellittiche molto vicine tra di loro, il che spiega la doppia denominazione ngc! Usando un ingrandimento più alto e il filtro UHC-S ho notato anche la fascia nebulosa che connette i due lobi. Uno dei due era più luminoso, un po' come in M27.


Ho osservato anche la nebulosa Anello, M57, senza disegnarla però ( l'ho già fatto qui). Molto definita, soprattutto con il filtro nebulare, di un bel colore tra il verde e l'azzurro. Ho notato che le estremità dell'ellisse sono leggermente più spesse.



 





Mi sono spostato in Andromeda, puntando NGC 7662, la nebulosa Palla di Neve Blu. Che dire, è blu ed
è una palla. Mi ha ricordato molto M57.











In Cefeo, molto alta sull'orizzonte, ho osservato Ngc40, un'altra planetaria, ma non molto evidente... Soltanto una stellina circondata da un alone leggermente irregolare. Il suo nome, Bow Tie, significa letteralmente nebulosa cravattino a farfalla... Ok? Non so chi dia certi nomi alle nebulose, in ogni caso non ho visto nulla che mi ricordi un cravattino!










Utilizzando la funzione Tour del telescopio, punto M71, un ammasso globulare nella Freccia. Subito ho
notato una particolarità: non ha un nucleo denso e pronunciato come altri ammassi globulari, come M15 o M13. Piuttosto appare come un denso tappeto di stelle uniforme. 







Concludo la serata osservando una nebulosa che ho sempre voluto osservare: la nebulosa Velo. Posizionata sotto un ala del Cigno, questa nebulosa è un resto di supernova, un guscio di gas espulso in seguito della drammatica quanto spettacolare morte di una stella. Il suo nome, Velo, è dovuto all'aspetto delicato e filamentoso delle sue varie regioni. Siccome è molto estesa (3°, sei volte la Luna piena) non è possibile osservarla tutta se non con un binocolo o un telescopio con un grande campo apparente. Quindi ho osservato solo la porzione ovest, nei pressi di 52 Cygni. Con il filtro UHC-S, in distolta, ho osservato un debole filamento nebuloso che, partendo dalla stella, attraversava l'oculare. Niente di più, ma mi ha emozionato il fatto di riuscire finalmente ad osservare una delle nebulose che più mi affascinano.

Insomma, questa è stata la conclusione di questa estate astronomica. A casa ricomincierò con le osservazioni ad alta risoluzione di Luna, pianeti e stelle multiple, meteo permettendo, ovviamente!