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martedì, luglio 24, 2018

Come funzionano le eclissi di Luna e perché quella del 27 luglio è particolare

Avrete tutti sentito parlare dell'eclissi lunare che avverrà il 27 luglio 2018, spero! E ne avrete anche lette di tutti i colori, dalla "luna di sangue" alla "terra al buio per 103 minuti", dai soliti giornali che non perdono un'occasione per scrivere titoli accattivanti quanto scorretti scientificamente e moralmente. Questa non è la prima volta che spiego come funziona un'eclissi di luna: mi è sembrato però il caso di fare un ripassino per tutti i nuovi lettori di questo blog e della mia pagina facebook, magari approfondendo un po' l'interessante fisica che si nasconde dietro questo suggestivo fenomeno astronomico.

Un'eclissi di Luna ha un'origine prettamente geometrica: quando dal punto di vista della Luna la Terra copre completamente il Sole, avviene un'eclissi. In poche parole, la Luna si immerge nel cono d'ombra che la Terra proietta nello spazio, bloccando i raggi solari incidenti. Detto così sembra quasi che dovrebbe esserci un'eclissi di sole a ogni luna nuova e un'eclissi di Luna a ogni luna piena! Perché mai non succede? Se il piano orbitale della Luna fosse perfettamente parallelo all'eclittica, ovvero il piano dell'orbita terrestre, vedremmo eclissi tutti i mesi (e forse non sarebbero eventi così suggestivi). In realtà l'orbita lunare è inclinata di circa 5°, quanto basta per impedire le eclissi in periodi che non siano quelli favorevoli, ovvero quando la luna piena o la luna nuova avvengono lungo la linea dei nodi, come nella figura qui sotto:


Da wyomingstargrazing.com

Tornando all'ombra terrestre, questa non è semplicemente un cilindro di buio che si estende nello spazio, perché il Sole non è puntiforme! L'ombra della Terra, infatti, si divide in tre zone principali:

1) La zona in cui il Sole è coperto completamente dalla Terra, detta Ombra
2) La zona in cui il Sole è coperto parzialmente dalla Terra, detta Penombra
3) La zona in cui il sole è coperto parzialmente dalla Terra perché questa è troppo lontana, e si chiama sempre Penombra
Nella figura qui sotto ho passato molto tempo del pomeriggio che dovrei passare a studiare fisica dell'atmosfera per rappresentare ciò che ho appena spiegato: spero renda bene l'idea.


La Luna, quando avviene un'eclissi totale, si immerge completamente nell'ombra. La luce solare, quindi, viene totalmente bloccata... Oppure no? Se la Terra fosse un pianeta senza atmosfera sarebbe così, e noi non esisteremmo. Quindi durante le eclissi lunari non si vedrebbe la Luna, non solo perché non verrebbe colpita dalla luce, ma perché non ci sarebbe nessuno abbastanza vivo per vederla. Per fortuna però il nostro sottile guscio di azoto e ossigeno non solo ci permette di sopravvivere, ma anche di vedere la Luna quando non dovrebbe in teoria ricevere luce!

Il segreto di tutto ciò sta nella rifrazione, lo stesso principio che fa funzionare i nostri cari telescopi rifrattori. Quando la luce passa da un mezzo di propagazione all'altro, ad esempio dal vuoto dello spazio all'atmosfera terrestre, subisce una deviazione. Inoltre, questa deviazione è diversa a seconda della lunghezza d'onda, ovvero il colore, della luce: più o meno quello che succede in  un prisma in vetro. In particolare, le lunghezze d'onda del rosso vengono "piegate" verso l'interno del cono d'ombra, mentre quelle verso il blu vengono sparate fuori da quest'ultimo. Questa bellissima illustrazione presa da wikimedia commons rende bene l'idea di cosa stia succedendo: letteralmente una copertina dei Pink Floyd.


Quando la Luna finisce nell'ombra terrestre, quindi, capita proprio nella zona in cui i raggi solari nel rosso vengono deviati e concentrati, donando al nostro satellite un magnifico colore rosso scuro. In pratica, è come se la luce di tutti i tramonti terrestri venisse spalmata sulla superficie selenica! Appena prima della totalità, invece, si osservano tonalità blu, perché questa luce viene proiettata nella penombra terrestre.


Ma perché quest'eclisse viene definita la più lunga del secolo? E' la fortunata combinazione di due fattori: il primo è che sarà un'eclissi particolarmente "centrale", nel senso che la Luna attraverserà quasi il diametro dell'ombra terrestre, ovvero il percorso più lungo attraverso quest'ultima. Inoltre, dato che la Luna si troverà in apogeo, il punto più lontano dell'orbita, viaggerà un po' più lentamente della media, portando la lunghezza di quest'eclisse a ben 103 minuti!


Su questo sito ho impostato una simulazione di come apparirà l'eclissi da Guarcino, perché do per scontato che vi farete trovare tutti quanti alla serata organizzata dall'osservatorio di Campo Catino!


giovedì, dicembre 08, 2016

Primo quarto e Rupes Recta

Lo so, la situazione di questo blog nell'ultimo mese è stata più o meno questa... 

Ma tra l'algebra lineare e le nuvole cosa potevo fare di più?

Ieri sera, 7 dicembre, c'era un bel primo quarto di Luna splendente in cielo: sistemato il telescopio, che adesso è dotato anche di una pratica batteria per alimentarlo anche nelle zone più impervie, ho spiato un po' il nostro satellite naturale.

Per prima cosa ho fatto qualche scatto con la reflex .




(nessuna reflex è stata maltrattata, insultata o posizionata al fuoco diretto del telescopio senza nessun genere di adattatore tenendola con una mano davanti al portaoculari mentre con l'altra mettevo a fuoco per la realizzazione di questo scatto)



Non posso di certo lamentarmi! Visto il metodo di scatto poco ortodosso (e un po' ignorante) il risultato mi aggrada parecchio, si vedono anche le sfumature di blu e arancione sui diversi mari lunari!





Subito dopo, blocco da disegno alla mano, ho puntato la Rupes Recta e ho iniziato a disegnare. La Rupes Recta è una scarpata lunga un centinaio di kilometri, il suo nome deriva dal fatto che è, per l'appunto, retta. In questa fase, quindi, all'interno di un grosso cratere si può vedere un taglio scuro nettissimo, che è l'ombra proiettata da questa curiosa formazione lunare. Purtroppo il seeing non mi ha permesso di vedere troppi dettagli, ma anche in questo caso il risultato non mi dispiace.





Sperando in un buon meteo per le vacanze di Natale, visto che in corrispondenza ci sarà il novilunio, alla prossima osservazione! 

Piccola comunicazione di servizio: andando sul sito dell'osservatorio di Campo Catino alla voce ricercatori troverete anche la mia brutta faccia!


domenica, ottobre 23, 2016

Aristarco e Marius

Nuova lunazione, nuovi crateri!

O meglio, i crateri sono gli stessi da svariate centinaia di milioni di anni... Però sono belli da disegnare, giuro!

La sera del 12 ottobre (oggi è il 23 ottobre e io sono una persona molto pigra) il cielo era bello libero, l'aria ferma, sembrava promettere davvero bene: posizionato il mio fidato C8 sul balcone ho iniziato a scandagliare il terminatore alla ricerca di qualche cratere interessante da disegnare. 

Il primo obiettivo è stato un cratere piuttosto anonimo nel bel mezzo dell'Oceanus Procellarum, che ha attirato la mia attenzione per la sua posizione particolare, proprio al limite tra luce e ombra: il suo fondo era completamente buio,  intorno si vedevano un sacco di rilievi molto interessanti. Non conoscevo nemmeno il nome di questo cratere, dopo qualche ricerca ho scoperto che si chiamava Marius.


 

 
Dopo sono passato ad un cratere decisamente più conosciuto: Aristarco. L'avevo già disegnato lo scorso mese, ma il disegno è stato interrotto da un condominio che ha ben pensato di frapporsi tra me e la Luna. Questa volta però la Luna era bella alta e nessun palazzo è riuscito a fermarmi!

Aristarco si trovava molto vicino al terminatore: il vicino cratere Herodotus era completamente in ombra e spuntavano solo alcuni segmenti dei suoi bordi, della Vallis Schroteri invece si vedeva solo una piccola parte. I rilievi della zona proiettavano lunghe ombre appuntite, davvero un bello spettacolo!


La tecnica matita bianca-cartoncino nero si sta rivelando davvero efficace per il disegno lunare, sono davvero soddisfatto. Alla prossima osservazione!

giovedì, settembre 15, 2016

Crateri Hevelius e Aristarco

Nel caso qualcuno non se ne fosse accorto, sto riprendendo parecchio gusto nel disegnare formazioni lunari. Subito dopo il disegno della Baia degli Arcobaleni, ecco altri due disegni!

Il 13 settembre, il giorno dopo il precedente disegno, ho disegnato il cratere Aristarco e i suoi dintorni, con la peculiare rima (che ricordo essere un antico tubo sotterraneo di lava la cui volta è crollata lasciando il posto ad una valle) a forma di W, la vallis Schroteri. Aristarco è il cratere con l'albedo più alto di tutta la Luna, infatti il suo candore è quasi abbagliante all'oculare, è ben visibile persino quand'è in ombra illuminato dalla luce cinerea!






Purtroppo non ho avuto tempo per completarlo come si deve, perchè la Luna è andata a finire dietro al palazzo che mi copre il sud, com'è giusto che sia.

Ieri sera invece, il 14 settembre, ho disegnato un altra coppia di crateri, Hevelius e Lohrmann. Hevelius prende il nome da Johannes Hevel, un astronomo tedesco, che è reputato il padre della topografia lunare, infatti fu tra i primi a tracciare delle mappe del nostro satellite. Il cratere Lohrmann prende il nome da un altro astronomo tedesco, e si trova subito a sud di Hevelius. 

Hevelius è percorso da una fitta rete di esili rime che attraversano il fondo basaltico, appena visibili con il seeing intermedio che c'era quella sera. 





Purtroppo il tempo non è affatto dalla mia parte in queste ultime settimane, spero di riuscire a vedere l'eclissi parziale di Luna di venerdì 16!

lunedì, settembre 12, 2016

Sinus Iridum

Un paio di giorni dopo il primo quarto, sul terminatore lunare, poco a nord di Copernico, si apre una stupenda insenatura sul mare delle piogge: si chiama Sinus Iridum, per gli amici Baia degli Arcobaleni.

E' in assoluto la mia formazione lunare preferita: non a caso, questa è la terza o quarta volta che la disegno... Questa volta però ho utilizzato un metodo un po' diverso: ho rubato a mio fratello un foglio nero e un pastello bianco, e ho disegnato al negativo: anziché nero su bianco, bianco su nero. Mi sono reso conto che questa tecnica è ottima quando si deve disegnare qualcosa sul terminatore lunare, semplicemente perché spesso si vede più nero che altro!

Insomma, dopo una ventina di minuti all'oculare, questo è il risultato.
Ho fatto il possibile per mascherare in photoshop il mio tratto a pastello, a dir poco aberrante. 

Questo disegno è un'istantanea dell'alba su questa formazione lunare: la luce solare proviene da destra, illuminando le catene montuose che formano il bordo nord di questo grande cratere sommerso dalla lava. Il fondo basaltico, però non è tutto illuminato: a causa della curvatura della Luna, le zone più a ovest sono ancora in ombra, in attesa dei primi raggi di sole della lunga giornata selenica. L'angolo di incidenza della luce mette in evidenza tante delicate pieghe sulla pianura, che completano la forma ellittica del cratere.

Ho dovuto completare il disegno in fretta e furia perché la Luna stava per sparire dietro al palazzo che mi copre l'orizzonte sud: odio quando l'eclittica è così bassa! 

Detto questo, cieli bui e alla prossima osservazione!

martedì, giugno 14, 2016

Ho disegnato una Luna!

Tra un disegno di Marte e l'altro ho pensato, ieri sera, di disegnare la Luna.  Esperimento già tentato in precedenza, ma è tutt'altro che una passeggiata! La superficie lunare è incredibilmente intricata: è una bella sfida disegnare quanti più dettagli possibile e nel frattempo rispettare le proporzioni. Ho passato mezz'ora abbondante all'oculare a disegnare. 
All'inizio avevo pensato di proiettare la Luna su un foglio per fare un disegno preparatorio, giusto per disegnare con le giuste proporzioni i mari e le strutture principali: ho scoperto che proiettando attraverso la diagonale a specchio l'immagine risulta speculare rispetto a come si vede all'oculare, ovvero esattamente come si vedrebbe senza diagonale. Ci sono rimasto un po' male, mi sono rimboccato le maniche e ho disegnato tutto a occhio, ottenendo un risultato che tutto sommato non mi dispiace. 

La fase appena successiva al primo quarto mostra tante strutture interessanti: il terminatore attraversa l'Oceanus Procellarum e il Mare Imbrium, mari lunari dalla superficie molto liscia, per questo il bordo appare dritto e sfumato. Di tanto in tanto spuntano dei crateri illuminati dalle prime luci dell'alba: notevole il cratere Platone, a nord, il cui fondo piatto è tagliato dalle ombre appuntite proiettate dai suoi margini rialzati rispetto alla pianura circostante. A sud la superficie è butterata di crateri rendendo il terminatore estremamente intricato: ho fatto del mio meglio nel rappresentare più crateri possibile. Il fondo del cratere Tycho è completamente in ombra eccetto per il suo picco centrale, che appare come un puntino bianco immerso nell'oscurità.

In queste settimane Marte è ancora ben visibile in cielo, ma non sto pubblicando disegni, lo farò tra qualche settimana quando avrò osservato un'intera rotazione, finendo di disegnare la mappa a cui sto lavorando. A presto!
 

sabato, maggio 21, 2016

Temo che sulla Luna ci siamo andati per davvero!

Molti mi hanno posto la fatidica domanda: siamo davvero stati sulla Luna? La mia risposta è stata sempre affermativa. Chi esternava la sua convinzione del contrario tirava spesso in ballo molte "prove", sentite e risentite: con questo post voglio semplicemente analizzare dal mio punto di vista queste obiezioni, sperando di fare chiarezza ad eventuali dubbiosi.

Perché la bandiera sventola?

La celebre immagine della bandiera americana che sventola sul suolo lunare ha destato non pochi dubbi nei sostenitori del complotto. Prima di tutto, com'è possibile che la bandiera sventoli se sulla Luna non c'è atmosfera e, di conseguenza, vento che possa muoverla? La risposta è molto semplice: la bandiera al suo interno contiene dei fili metallici che la mantengono aperta. Il fatto che sembri sventolare mentre viene piantata è dovuta al fatto che gli astronauti la muovevano, e in assenza d'aria le vibrazioni della stessa non venivano smorzate immediatamente.


Le ombre sbagliate!

Spesso chi non crede all'allunaggio fa riferimento alle ombre degli astronauti, della bandiera o del modulo lunare che non sono parallele tra loro. Questo sarebbe la prova del'utilizzo di riflettori posti molto più vicini rispetto al sole, che trovandosi molto lontano avrebbe invece prodotto ombre parallele.



 
Anche qui la cosa è meno losca di quanto sembri, perché il differente orientamento delle ombre è un semplice effetto di prospettiva. Ho fatto questo semplice esperimento dal mio balcone: in questa foto sembra che le ombre della ringhiera non siano parallele tra loro!


Eppure posso giurarvi che sul mio balcone ci sono stato, lo conosco fin troppo bene... Un altro fattore che gioca su questi giochi di ombre (scusate il gioco di parole) è l'obiettivo fotografico. Nel mio caso ho usato un 18mm, gli astronauti Apollo erano dotati di un 16mm, un obiettivo grandangolare molto largo, che facilmente dà luogo a queste distorsioni.

E le stelle?

Altra tipica argomentazione complottara è l'assenza di stelle nelle foto dall'orbita e dalla superficie. Vediamo prima una mia foto della Luna, realizzata a 55mm di focale:


Come vedete non appaiono stelle intorno! Per riprendere la Luna, vista la sua luminosità, è necessaria un'esposizione nell'ordine del cinquecentesimo di secondo, troppo breve per riprendere anche la più luminosa delle stelle.
Adesso ipotizziamo che la Terra sia senza atmosfera e che quindi le stelle siano visibili anche di notte. Se provassimo a fotografare le stelle senza sovraesporre il terreno illuminato dal Sole diurno, non ci riusciremmo in alcun modo! Le stelle sono infatti molto, molto, MOLTO meno luminose del terreno illuminato a giorno. Per questo, la corretta ripresa della superficie selenica comporta un cielo completamente nero, privo di stelle, senza scomodare complotti mondiali.

Le prove contrarie. 
Ora passiamo alle prove che secondo me sono le più convincenti della realtà dello sbarco sulla Luna.

Quella che secondo me è la prova più evidente è la polvere. Nessuno ci ha mai fatto caso, che io sappia, almeno non nelle trasmissioni o nei documentari complottari che ho visto. Vedendo un video del rover lunare, osserviamo come la polvere viene scagliata all'indietro dalle ruote formando strutture simili a delle onde anziché un polverone come in un rally, e inoltre ricade piuttosto lentamente.


Il movimento lento di caduta è dovuto alla gravità minore. Sarebbe tutto sommato possibile simulare la gravità ridotta agganciando dei cavi agli astronauti, ma come si farebbe con ogni singolo granello di polvere? Il fatto che formino quelle onde anziché disperdersi in tutte le direzioni dimostra invece che in quel luogo c'è il vuoto. O sono stati davvero sulla Luna, oppure hanno dovuto costruire una gigantesca camera a vuoto con un dispositivo in grado di manipolare la forza di gravità!

Un'altra, che è più dettata dal buon senso che da altro, è che in piena guerra fredda e durante la corsa allo spazio, i russi non avrebbero avuto problemi a sbugiardare l'America. Monitoravano la missione, avevano avuto perfino dei problemi di interferenza tra le comunicazioni degli astronauti e quelle di una loro sonda in orbita lunare!

Sento spesso dire che la NASA nasconderebbe la verità diffondendo solo poche decine di immagini delle missioni. La realtà è molto diversa, dato che tutte le foto scattate durante nelle missioni Apollo sono facilmente consultabili online, ad esempio qui:

http://www.apolloarchive.com/apollo_gallery.html

Molte di queste, poco conosciute, sono spettacolari!

Secondo altri invece la NASA insabbia la verità sulla vera natura della Luna (o roba del genere) pubblicando solamente foto a bassa risoluzione in particolare del lato nascosto, quando è disponibile online una mappa dell'intera superficie con una risoluzione di mezzo metro per pixel!

http://target.lroc.asu.edu/q3/#

Insomma, secondo me sulla Luna ci siamo davvero stati, ed è qualcosa di cui andarne fieri. Perché gettare fango su un'impresa umana di cui dovremmo davvero essere orgogliosi?

martedì, marzo 29, 2016

Un disegno della luce cinerea

Come sapete, e nel caso non lo sapeste leggetevi questo post, la Luna nei giorni precedenti o appena seguenti il novilunio viene illuminata dalla luce cinerea.

Il 12 gennaio di quest'anno ho realizzato un disegno che è ingiustamente finito dimenticato nei meandri più oscuri del mio blocco da disegno. Una volta riesumato ed opportunamente elaborato con Photoshop, questo è stato il risultato!


E' molto difficile rendere su uno schermo l'idea della differenza di luminosità che c'è tra la zona in ombra e la zona illuminata. Nella zona scura la luce della Terra mette in risalto i mari lunari più grandi come l'oceano delle tempeste e il mare delle piogge, dettagli come la baia degli arcobaleni, grandi crateri come Copernico e Tycho e le relative raggiere di detriti, crateri più piccoli ma estremamente luminosi come Aristarco. Insomma, una vista davvero interessante, molto diversa dal solito! Tra l'altro, è facilmente osservabile con qualunque telescopio, anche di modesta apertura, e si può fotografare con qualunque macchina fotografica, e abbinata ad un bel paesaggio può rendere la foto molto pittoresca!

venerdì, febbraio 20, 2015

Scatti uno, prendi tre!

In questi giorni Venere e Marte sono prospetticamente molto vicini, e la sera sono veramente belli da vedere. La sera del 20 febbraio si è aggiunta al quadretto anche la Luna, dando luogo ad una bellissima congiunzione tripla. 

Siccome i pianeti erano bassi sull'orizzonte non ho potuto osservarli dal balcone perché erano coperti da un palazzo, quindi sono sceso in cortile con la reflex cercando un punto adatto per fotografarli. L'osservazione era ostacolata da qualche nube, che non manca mai quando ci sono eventi astronomici degni di nota... Nonostante ciò sono riuscito a tirar fuori qualche bello scatto, diciamo che le nuvole rosate del tramonto hanno aggiunto una nota pittoresca alla congiunzione. Venere è il corpo celeste più luminoso, di colore giallo. Poco sopra c'è Marte, appena rossiccio, molto più debole e lontano. La Luna crescente invece sfoggia la sua luce cinerea, rendendo visibili i mari lunari anche se si trovano nella parte in ombra. Questo fenomeno è causato dalla Terra che riflette la luce del Sole verso il suo satellite, illuminandone la parte in ombra. Giusto per rendersi conto: al momento dello scatto la Luna era lontana dalla Terra circa 360 mila kilometri, Venere 213 milioni e Marte 330 milioni!


Pochi minuti più tardi è passata la Stazione Spaziale Internazionale. Ho scattato una serie di foto che però ho dovuto cestinare, dato che erano tutte sfocate. La mia distrazione cronica colpisce ancora, ho variato la focale dell'obiettivo senza rimettere a fuoco! Ma poco male, i passaggi della ISS non sono poi così rari, avrò modo di rifarmi... Ci si sente (legge) al prossimo post, con tante nuove osservazioni da balcone!

domenica, dicembre 28, 2014

Disegnamo la mezzaluna

Dopo una giornata di pioggia, non credevo ai miei occhi quando ho visto il cielo completamente libero la sera. Quindi ho portato fuori il fidato C8 e ho dato un'occhiata alla Luna. Il seeing non era granché, ma c'era da aspettarselo poco dopo il passaggio di una perturbazione. Sono rimasto quindi sui bassi ingrandimenti per disegnare l'intera Luna. Sono stato un'ora all'oculare segnando più dettagli possibile, specialmente sul terminatore. Successivamente ho realizzato la versione finale del disegno, con l'aiuto di una foto che ho scattato al telescopio per rispettare meglio le proporzioni. Con Gimp ho aggiustato un po' i contrasti, le luci e le ombre, e rovesciato il disegno, dato che con la diagonale a specchio si vede tutto speculare.

Devo dire che non mi capita spesso di essere realmente soddisfatto di un mio disegno, ma questa volta è una di quelle!


martedì, novembre 04, 2014

Sinus Iridum e cratere Gassendi

Ecco qui dei disegni freschi freschi della Luna. Freschi in senso letterale, perché mentre osservavo al telescopio faceva un freddo cane! 

Il primo disegno rappresenta la Baia degli arcobaleni, in assoluto la formazione lunare che amo di più. L'avrete sicuramente già vista su questo blog, qui, qui e qui, disegnata con il vecchio 114: con il C8 si mostra sotto una nuova veste, stupefacente! 

Piccola curiosità: con un po' di attenzione e con la luce giusta questa formazione lunare è visibile anche ad occhio nudo, come una piccola protuberanza che spunta dal terminatore ed entra nella zona in ombra.
Il piccolo cratere che intravedevo con il 114 adesso è perfettamente visibile, in compenso si aggiungono molti altri craterini in giro per la baia. Molto bello il contrasto tra l'ombra e il bianco accecante dei Montes Jura illuminati dal sole mattutino. La cosa più bella sono le delicate pieghe nella scura piana basaltica, che chiudono il perimetro del cratere per metà coperto.

Il secondo disegno è del cratere Gassendi: anche questo cratere mi piace molto, per l'intricato sistema di rime che percorre il suo fondo piatto. Purtroppo ho dovuto interrompere prematuramente il disegno a causa delle mie care amiche nuvole... Diciamo che poteva venire meglio!


Dell'intricato sistema di rime ne abbiamo una diapositiva in questa immagine scattata dal Lunar Orbiter. (Il mio disegno è speculare perché l'ho osservato con la diagonale  a prisma)



Consiglio a tutti di osservare questo cratere, per confrontare qualche osservazione... E voi, quante rime avete visto?

lunedì, settembre 08, 2014

Mons Rumker e Aristarco

Da quanto tempo non disegno qualche bella struttura che si trova sulla Luna? Veramente tanto. L'ultimo disegno (mai pubblicato tra l'altro) risale a Giugno. Tornato a frosinone, tornato (seppur per poco) il bel tempo, mi sono piazzato sul balcone con il mio fidato C8 per osservare il nostro satellite. La fase era vicina al novilunio.

Piccola parentesi: domani (9 settembre) ci sarà l'ultima Super Luna del 2014, ma evidentemente la terza volta in tre mesi non ha fatto più notizia...

Tornando all'osservazione: il mio primo obiettivo è stato il Mons Rümker (si pronuncia Riumker, alla
tedesca). Si tratta di una grande formazione vulcanica, un gruppo di domi che forma un grande complesso a forma di ferro di cavallo. Il monte non è molto alto, solo 1100m (sulla Luna ci sono montagne alte oltre 10km), quindi le ombre sono piccole e poco contrastate se si trova troppo lontano dal terminatore. Ieri sera però la luce era sufficientemente radente per osservare senza troppi problemi i dettagli principali. 

Il secondo disegno invece rappresenta il cratere Aristarco, il cratere più luminoso della superficie lunare. All'oculare è quasi abbagliante! Con un po' di pazienza è anche visibile ad occhio nudo. Questo cratere si trova nell'oceano delle tempeste, ha un diametro di circa 60km ed è piuttosto giovane, per questo è ancora così evidente come la sua raggiera. Il seeing per qualche minuto è stato veramente ottimo, ho spinto il mio telescopio fino a 500 ingrandimenti osservando un sacco di dettagli all'interno del cratere. Oltre al picco centrale ho osservato una serie di zone scure alternate a zone con albedo più alto, che avevo notato in passato anche con il vecchio 114. Qui ci sta bene un confronto: ecco un disegno dello stesso cratere realizzato poco meno di un anno fa. La differenza di risoluzione è evidente!




Devo un tantino riprendere la mano con questo genere di disegni, non ne facevo da un paio di mesi, spero che il meteo mi assista e che mi permetta di farne tanti altri!

venerdì, agosto 01, 2014

La Luna si sta ribaltando???

Troppe bufale girano su internet. Troppe. Con questo post e quelli che seguiranno spero di chiarire le idee a chi legge queste cose senza avere grosse conoscenze in campo astronomico!

Iniziamo con una notizia che mi ha fatto letteralmente cadere dalla sedia dalle risate: la Luna è un ologramma proiettato da chissà chi per fare chissà cosa e si sta ribaltando!!!

Partiamo dal fatto che la Luna è un ologramma. Deve essere un'ologramma fatto veramente bene, se ha una gravità propria e causa le maree! Inoltre la Luna, con la sua influenza gravitazionale, stabilizza l'asse di rotazione terrestre, quindi se non ci fosse, il nostro pianeta oscillerebbe in modo caotico. Al momento l'asse terrestre è inclinato di 23,5° rispetto alla perpendicolare dell'eclittica. In un ciclo di 41 mila anni, varia tra 22,1 e 24,5°. Marte invece, che non possiede dei satelliti abbastanza grandi, oscilla caoticamente dai 0 ai 60°, portando grossi squilibri climatici a lungo termine. 

Qualche complottista da terrazzino afferma di aver visto addirittura il proiettore dell'ologramma lunare!
E l'ha filmato!!! Manco a dirlo, era tutto sfocato e si vedeva una cosa del genere (vedi immagine a fianco). Il fantomatico proiettore dovrebbe essere il punto bianco a destra. Nella descrizione del video aveva segnato data e ora: 26 febbraio 2014, ore 6.30 del mattino. Ho impiegato 15 secondi per aprire Stellarium e accorgermi che quel puntino luminoso era VENERE! Quel giorno infatti c'è stata una bellissima congiunzione tra i due corpi celesti.

Come se non bastasse, l'ologramma della Luna si sta lentamente ribaltando! E ci sono foto che lo documentano!!!


Come si può notare dal fondo cielo, una foto è stata scattata di notte, mentre l'altra è stata scattata di mattina. Ed è evidente la diversa inclinazione dei mari lunari, che però è stata interpretata molto male, concludendo che la luna si sta ribaltando.




Questo è dovuto al semplice fatto che la Terra è rotonda e gira. Tutta la volta celeste sembra ruotare intorno alla stella polare (almeno qui dall'Italia). Questo fenomeno si può notare facilmente osservando una costellazione, per esempio l'Orsa Maggiore. Con il passare delle ore, questa attraverserà il cielo ruotando  sempre intorno al polo nord celeste, mostrandosi a volte "dritta", e a volte "sotto sopra". Succede la stessa identica cosa per la Luna, senza che essa cambi di una virgola.



Se siete curiosi di vedere i video da cui ho preso queste castronerie, basterà digitare su Google "moon turning upside down", buon divertimento :D 

Chissà, forse la Luna sta rotolando dalle risate mentre legge tutte queste fantasiose teorie che pubblicano su di lei!

lunedì, luglio 14, 2014

La super Luna!

Proprio due giorni fa si è verificato un evento non molto raro, ma come sempre ingigantito dai vari mezzi di comunicazione, internet soprattutto. Ho letto fin troppi articoli con titoli del tipo:

SUPER LUNA! NASO ALL'INSU'!
EVENTO IMPERDIBILE! LUNA ENORME!
OCCHI SULLA LUNA!
LUNA ROSA!
LUNA PIU' VICINA DEGLI ULTIMI TRENTORDICI ANNI!


La cosiddetta super Luna è un evento (ribadisco) non molto raro, che avviene quando il nostro satellite raggiunge il perigeo (il punto più vicino alla Terra) quando è in fase di plenilunio. In queste occasioni è più vicina a noi di circa 20.000 km, con un diametro apparente leggermente maggiore della media, 33' circa contro i 29' all'apogeo. Ma non fa poi così TANTA differenza, infatti ad occhio nudo e al telescopio mi è apparsa come sempre. Avrei dovuto misurare il suo diametro apparente per accorgermi della differenza.


Cogliendo l'occasione, ho passato un'ora abbondante all'oculare per disegnare l'intero disco lunare. Ho usato il newton da 114mm, perché il C8 è ancora in trasferta a Sgurgola (uno di questi giorni andremo a recuperarlo). Ci ho impiegato parecchio, ricominciando da capo un paio di volte, perché disegnare i mari con le giuste proporzioni senza una griglia o qualcosa di simile è veramente difficile. Inoltre i particolari visibili sono veramente tantissimi!

Ho messo parecchio in risalto le raggiere dei crateri principali, in particolare quella di Tycho, luminosa e molto estesa, che domina la regione sud della Luna. Queste strutture si osservano nei crateri più giovani, e sono state formate dai detriti sollevati dall'impatto di un asteroide. Sul lato destro si notano dei crateri, perché quando l'ho disegnata la luna era leggermente calante.

sabato, luglio 12, 2014

Il cielo dalla svizzera

Ad inizio Luglio ho passato una settimana in svizzera con la mia famiglia, nei pressi di Ginevra. Ero molto interessato al risvolto astronomico di questa vacanza: infatti mi sono trovato sotto un cielo niente male! Non avendo portato il telescopio ho fatto delle veloci osservazioni con un telescopietto degli amici che ci hanno ospitato. Però avevo la reflex: quindi ho provato a fare un po' di foto.

Appena usciti dal traforo del monte bianco: il cielo è di un azzurro intenso, non ci sono nuvole, e la vista è spettacolare. Sono riuscito a fotografare la luna crescente vicino alla cima dell'Auguille du Midi, alto 3800 metri.






  Una bella congiunzione tra la Luna, Marte (al centro) e Spica (a sinistra). Con Gimp ho aumentato la saturazione per far risaltare i colori dei vari corpi celesti: il rosso di Marte e l'azzurro di Spica.

Questa foto non è niente di eccezionale, ma l'ho pubblicata solo perché ho beccato un Iridium Flare, visibile in alto. I satelliti Iridium possiedono delle antenne molto riflettenti, che quando sono orientate nel modo giusto producono dei flash molto luminosi, spesso di magnitudine negativa. Penso siano gli artefici di una buona parte degli avvistamenti ufo :P



La costellazione della Lira. La stella più luminosa è Vega, al centro. Poco più a sinistra si vedono due stelle molto vicine: è Epsilon lyrae, una stella multipla formata da due coppie di stelle. Da qualche parte, in basso, c'è anche la celebre nebulosa anello, ma è talmente piccola che non si distingue dalle stelle.



Per finire, ecco una foto di uno degli asterismi più simpatici del cielo: l'Attaccapanni, o Coathanger in inglese. Sembra davvero una stampella per abiti!





Un ringraziamento a tutti quelli che mi seguono, dato che questo blog è arrivato a 20000 visualizzazioni! Al prossimo post :D




giovedì, aprile 17, 2014

La baia degli arcobaleni.

Una delle strutture più belle della Luna e forse quella con il nome più pittoresco è la Baia degli Arcobaleni, o Sinus Iridum. Quando la luna è più o meno al 10° giorno dalla fase di novilunio la Baia inizia ad emergere dall'ombra, rendendosi visibile a telescopi anche di piccolo diametro. In condizioni particolari sono riuscito a scorgerla anche ad occhio nudo! Con un telescopio si nota bene la catena di montagne che la circonda, i montes Jura, che creano giochi di luce e ombre molto intricati e decisamente affascinanti.

Ma cos'è questa strana formazione lunare? Si tratta di un cratere da impatto molto antico, del diametro di
quasi 240 km, che è stato sepolto per metà dalla lava quando si è formato il più grande Mare Imbrium. Infatti se si seguono alcune leggere pieghe della piana basaltica si può ricostruire la forma circolare del cratere originario. In questa zona è atterrata alcuni mesi fa la sonda Chang'e 3, dell'agenzia spaziale Cinese, la prima ad atterrare sulla luna dal 1976 con il Luna 24 sovietico. Questa missione ha portato sulla superficie del nostro satellite anche un piccolo rover, Yutu, che sta esplorando i dintorni del sito di atterraggio.

Per realizzare questo disegno ho impiegato parecchio tempo, almeno 20 minuti, perché i dettagli nelle montagne circostanti erano veramente tanti! Ho elaborato leggermente il disegno originale con Gimp sistemando le zone di luce e ombra.
 

mercoledì, febbraio 19, 2014

Giove e l'alone lunare!

La sera del 14 febbraio, dopo svariati giorni di pioggia, sono riuscito a tirar fuori il telescopio ed osservare qualcosa. La Luna quasi piena avrebbe disturbato molto le osservazioni deep-sky, quindi mi sono dato al planetario osservando Giove. Il cielo è velato, il che indica un buon seeing, un'ottima cosa direi! Sulla superficie del pianeta è ben visibile un puntino nero a ridosso della banda sud-equatoriale (SeB). Altro non è che l'ombra di Io, uno dei quattro satelliti medicei, proiettata sulla superficie di Giove. Dopo un'oretta l'ombra si è spostata di parecchio, e Io è spuntato fuori dal disco gioviano. Non sono mai riuscito ad osservare nessun satellite in transito sulla superficie di Giove, spero di riuscirci in futuro!

Qualche ora dopo torno in balcone per riportare l'attrezzatura in casa. Mentre raccatto carte, matite, oculari, filtri e accessori assortiti noto un anello di luce attorno alla Luna: si tratta di un fenomeno piuttosto raro, un alone a 22°. Quando la luce della Luna attraversa i cristalli di ghiaccio dei cirri (nuvole alte, che si formano a una decina di km di altezza), viene rifratta e forma questo suggestivo anello di luce!


venerdì, febbraio 07, 2014

Theophilus, Cyrillus e Catharina

Piove, governo ladro!

Ieri sera ho visto il cielo sereno dopo almeno dieci giorni di brutto tempo. Inizialmente approfittando della luna ancora al primo quarto volevo fare un giro tra le nebulose planetarie invernali, però non ci sono riuscito: tutte quelle in programma si trovavano o dietro al balcone del piano di sopra o dietro al palazzo davanti casa. Beh, mi sono detto, tanto vale osservare la Luna. Ho notato il bel trio di crateri formato da Theophilus, Cyrillus e Catharina, e ho iniziato a disegnare. Il buon seeing mi ha decisamente aiutato a disegnare dettagli piuttosto piccoli. 

Theophilus è il cratere più giovane dei tre, e si può constatare semplicemente vedendo che è sovrapposto al suo vicino Cyrillus. Presenta un picco centrale molto complesso, formato da almeno quattro blocchi principali. Il sole era già alto su quella regione quindi le ombre dei vari rilievi non erano molto lunghe. Cyrillus è vicinissimo a Theophilus, ed essendo più antico ha il fondo corrugato e cosparso di craterini, uno dei quali è particolarmente evidente. Il picco centrale è meno visibile di quello di Theophilus, e si trova leggermente decentrato verso nord-ovest. Poco più a sud c'è Catharina, il più antico dei tre crateri. Ha un fondo molto irregolare, con molti crateri di varie dimensioni al suo interno. Uno in particolare è stato quasi completamente sommerso dalla lava. A sud-est (non appare nel disegno) si vede la Rupes Altai, una spaccatura nella superficie lunare lunga centinaia di chilometri che piega fino al cratere Piccolomini.


giovedì, ottobre 24, 2013

Le mie prime foto!

E iniziamo anche a fotografare... Dopo l'acquisto della mia prima reflex, una Canon 1100d (che ha comportato lo svuotamento del mio salvadanaio), ho iniziato a fare pratica con la fotografia astronomica. Attualmente la stragrande maggioranza delle foto sono impresentabili, soprattutto quelle delle costellazioni a largo campo, ma qualcuna si salva. Questa della Luna calante è una  delle migliori, scattata al fuoco diretto del mio fidato 114, tenendo a mano la Canon sul portaoculari...

 Il fatto che abbia iniziato a fotografare non sancisce assolutamente il mio abbandono del disegno astronomico. Secondo me foto e disegno si completano a vicenda: ci sono cose che non riesco a disegnare che però posso fotografare e viceversa.

Adesso una novità:
sto collaborando con un giornale online della mia zona scrivendo due volte al mese una breve rubrica di astronomia, fatta apposta per chi non sa praticamente nulla del cielo. Se volete dargli un'occhiata, questo è il link.




martedì, ottobre 01, 2013

Crateri stagionati

Perché crateri stagionati? Perché questi due disegni risalgono a un paio di settimane fa. Me li ero completamente dimenticati! Si tratta del cratere Cassini e della zona del cratere Aristarco:


Il cratere Cassini è visibile intorno al primo quarto, il suo fondo piatto è spezzato
da due crateri di dimensioni simili. Il più grande di questi due, Cassini A, appare irregolare perché c'è un terzo piccolo cratere sovrapposto ad esso.





Aristarco è il cratere con l'albedo più alto della Luna. Quando l'ho osservato era
al limite del terminatore, l'ombra della luna creava dei giochi di luce molto belli. Dal cratere Herodotus, quasi completamente in ombra, parte un pezzo della vallis Shroteri, una lunga rima dalla caratteristica forma a "W".




 Nel momento in cui scrivo la cometa c/2012 S1 Ison sta passando a pochi milioni di chilometri da Marte. Domani mattina, se il meteo permette, proverò ad osservarla con il mio telescopio: al momento è di magnitudine 10 circa, debole ma non troppo, almeno spero. Pare che la cometa non arriverà alla magnitudine -12 circa prevista mesi fa (quanto la luna piena!), ma "solo" alla -5, che è comunque più luminosa di Venere.