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martedì, gennaio 19, 2016

Ciao Catalina!

L'altro ieri sera, 17 gennaio 2016, ho posizionato in balcone il telescopio con l'intenzione di fotografare uno sfuggente corpo del Sistema Solare: la C/2013 US10 Catalina. Questa cometa ha dato spettacolo negli ultimi mesi, raggiungendo una ragguardevole magnitudine che l'ha resa visibile anche ad occhio nudo, sotto cieli bui, e facilmente osservabile con binocoli e telescopi.

Ci tenevo particolarmente a fotografarla almeno una volta perché quella sera si trovava alla minima distanza dal nostro pianeta, a circa 108 milioni di km prima di allontanarsi definitivamente. Se comete come la Halley, la Enke, o la Churyumov-Gerasimenko hanno un'orbita che le porta periodicamente vicino al sole, la Catalina è di tipo non periodico, una cometa che, perturbata dalla sua orbita originale, si tuffa a capofitto verso il sistema solare interno per la sua prima e ultima volta, per poi essere scagliata nello spazio interstellare. Un piccolo corpo ghiacciato alla deriva nella galassia, che, chissà, in futuro sarà un souvenir del nostro sistema planetario intorno a qualche altra stella.

Questa è l'elaborazione di una singola foto: brutta e rumorosa, ma la cometa si vede, e così la sua coda a ventaglio. Mostra un bel colore verde, tipico di molte comete, la coda è rossa ma non ho idea del motivo, non dovrebbe esserlo! Sulla destra si vede invece, molto luminosa, la coppia Mizar-Alcor nell'Orsa Maggiore.


Successivamente ho fatto vari scatti nell'arco di circa un'ora, e una volta uniti questo è stato il risultato: lo spostamento della cometa, che si muove a 35000 km/h, si vede chiaramente.


Nell'animazione si vede come tutte le stelle nel campo ruotino, questo è dovuto alla mia montatura altazimutale.Tra l'inquinamento luminoso di Frosinone e la mia attrezzatura che tutto sommato non è adatta alla ripresa astronomica, va benissimo così.

Nel frattempo, Giove fa capolino nella tarda serata a Est, avvicinandosi all'opposizione. Si avvicina un nuovo periodo di stalking planetario...

mercoledì, dicembre 31, 2014

A caccia della cometa di Natale

Probabilmente su Internet avrete sentito parlare della "cometa di Natale", la C/2014 Q2 Lovejoy. In questo momento sta attraversando il cielo nella costellazione della Lepre, appena sotto Orione. Nelle prossime settimane attraverserà l'Eridano, il Toro, poi Ariete, Triangolo, Andromeda e Perseo, in una posizione incredibilmente favorevole per noi dell'emisfero nord della Terra. Infatti a metà gennaio transiterà a circa 60° di altezza, e tra febbraio e marzo raggiungerà lo zenith. Un'occasione da non perdere!

Ma veniamo alla mia osservazione. Il 29 dicembre il cielo era limpido, una di quelle sere invernali fredde e trasparenti che tanto amo. Il seeing era pessimo a causa di un vento forte e molto freddo, che il giorno dopo avrebbe portato anche un po' di neve. Faccio l'allineamento e punto la cometa prendendo le coordinate da Stellarium. Ed eccola qui, grande e luminosa. Ho visto un alone circolare con un nucleo puntiforme, di colore verde-azzurro, che è la chioma della cometa. La vista mi ha ricordato le osservazioni della Jacques di quest'estate, in versione ingrandita. 
Infatti ho stimato le dimensioni della chioma in circa 25', ovvero circa la metà della Luna piena. Nessuna traccia della coda, che pur essendo molto lunga (circa 9°) è piuttosto debole e viene nascosta dall'inquinamento luminoso.

Sono anche riuscito a fotografarla! La foto non è proprio uno spettacolo, ma mostra bene sia la posizione della cometa che il suo aspetto.


Per chi volesse vederla, qui allego due mappe (provenienti da Aerith.net) che mostrano la posizione della cometa da Gennaio a Maggio. Potrete osservarla molto facilmente con un binocolo o un piccolo telescopio (io sono riuscito a vederla con un cannocchiale da 50mm). Per le prossime settimane sarà anche visibile ad occhio nudo sotto un cielo sufficientemente scuro!

 

domenica, novembre 16, 2014

Buonanotte, Philae!

Piccolo aggiornamento sulla situazione di Philae sulla cometa 67/p! Con la comunicazione di venerdì sera gli scienziati sono riusciti a trasmettere a terra tutti i preziosissimi dati che aveva raccolto, ovvero i risultati delle analisi del primo campione di terreno (prelevato dalla trivella italiana SD2) , analisi radar dell'interno della cometa e alcune immagini. Questa trasmissione ha praticamente prosciugato le scarse riserve energetiche del lander! Prima che si scaricassero le pile, dal centro di controllo di Darmstadt hanno inviato un comando per ruotare il corpo di Philae di 35° per orientarsi meglio verso il sole, alla ricerca di qualche watt in più. 






Nel frattempo, dall'orbita, continua la ricerca del lander con le immagini ad alta risoluzione della fotocamera Osiris della sonda Rosetta. Nei giorni scorsi ha trovato il punto in cui Philae è rimbalzato per la prima volta! Se tutto fosse andato come previsto, sarebbe atterrato esattamente nel punto prestabilito...






Al momento Philae è in ibernazione, quindi praticamente spento. Ma non è detta l'ultima parola: se il Sole riuscirà a caricare abbastanza le sue batterie, probabilmente si riuscirà ad avere un nuovo contatto e magari ad eseguire qualche altro esperimento. Incrociamo ancora le dita, e attendiamo i prossimi sviluppi!

venerdì, novembre 14, 2014

Il rocambolesco atterraggio di Philae!

Ricordate la sonda Rosetta, che da agosto orbita attorno alla cometa 67/p Churyumov-Gerasimenko? Se la risposta è no, allora leggetevi prima questo post.


Tre mesi dopo l'entrata in orbita attorno alla cometa è arrivato forse il momento più emozionante di tutta la missione: l'atterraggio. La sonda Rosetta ha portato con sé durante il viaggio nello spazio un lander, Philae, grande più o meno come una lavatrice. Eccolo qui. Carino, no? 

Il piccolo robot contiene nove strumenti scientifici, tra cui una trivella tutta italiana che perforerà e analizzerà la composizione del suolo. 

Oppure, citando il TG4, "farà un buco" nel sasso polveroso per il quale l'ESA ha speso milioni di euro. In questi giorni è circolato su internet un servizio del TG4 a dir poco scandaloso (che potete rivedere qui), che anziché elogiare il traguardo scientifico e tecnologico al quale ha partecipato anche il nostro paese, invece lo attacca definendolo uno spreco di soldi. Non mi dilungo oltre, il momento angolare dei miei genitali è aumentato fin troppo.

Ma parliamo più approfonditamente dell'atterraggio. Con la bassissima gravità della cometa, che con alcuni calcoli ho stimato nell'ordine del decimillesimo di g, il lander non ha avuto bisogno di retrorazzi per poggiarsi sulla superficie, è stato praticamente lasciato cadere in caduta libera. Quindi immaginate le difficoltà! La discesa di Philae è stata come un tiro al bersaglio per centrare una zona di pochi metri di diametro, da una distanza di 22km su una cometa che ruota su se stessa. Pazzesco!

Queste sono le immagini di Rosetta poco dopo il distacco.


Sette ore dopo c'è il touchdown: i sensori di Philae segnalano il contatto con il terreno, ma c'è un problema. Il piccolo propulsore che doveva spingerlo contro la superficie non funziona, e gli arpioni che dovevano fissarlo alla cometa non si attivano. Il lander rimbalza, e al secondo contatto manca il bersaglio di quasi un kilometro. Rimbalza di nuovo, ma stavolta per un tempo più breve, e si posa, a quanto pare, dalle parti del sito B, un'altra zona di atterraggio tra quelle candidate. Gli scienziati dell'ESA ironizzano dicendo che sono atterrati non una, ma ben tre volte! Ma purtroppo la situazione non è delle migliori. Philae è atterrato, ma si trova in un cratere, in ombra.




Al momento la situazione è piuttosto delicata. Gli scienziati non sanno se tentare l'ancoraggio con gli arpioni, perché se andassero a vuoto spingerebbero Philae nello spazio. Nonostante questi problemi sono comunque arrivate le prime immagini della superficie di questo mondo alieno, ed è stata eseguita una prima perforazione della superficie. L'unico interrogativo è l'energia elettrica, infatti si sta valutando se far entrare il lander in ibernazione, per poi riaccenderlo quando ci sarà più luce.



Che altro dire, incrociamo le dita e... Forza Philae!


mercoledì, agosto 27, 2014

Error: Galaxy not found

Ecco qualche disegno che ho fatto durante le scorse serate, sempre da Sgurgola: non sono molti in realtà, ho osservato molti più oggetti, ma dopotutto mi risulta difficile conciliare la luce che mi serve per disegnare con il buio necessario ad una buona osservazione! 


Uno degli obiettivi era la cometa Jacques: sotto un cielo degno è veramente luminosa! Non mostra
nessuna coda e diminuisce pian piano di luminosità allontanandosi dal sole, ma è comunque un bel soggetto. Questo è il suo aspetto la sera del 25 agosto. Un luminoso alone verde che circonda un nucleo stellare, che si muove velocemente nel cielo. Non ho seguito il suo movimento direttamente all'oculare, ma in varie serate ho visto come si é mossa dalla costellazione di Perseo, passando vicino al doppio ammasso (vedi ultimo post) , per poi attraversare e superare Cassiopea come si vede in questa foto che ho fatto.

Ho tentato, seguendo un articolo su Nuovo Orione, di identificare gli ammassi globulari della galassia di Andromeda, senza successo. Fare star hopping con la diagonale a specchio (che ribalta specularmente la visuale) è veramente difficile! Comunque ho potuto apprezzare le dimensioni di questa galassia, ho osservato una delle bande di polveri che la caratterizza, e le sue due galassie satellite, M32 e M110.

Dalle parti di Perseo invece ho osservato la nebulosa M76, o Little Dumbbell, perché sembra effettivamente una versione rimpicciolita della nebulosa Dumbbell, M27. Graziosa da vedere, è formata da due piccoli lobi di dimensioni simili, messi bene in risalto dal filtro UHC-S. 

Nel Cigno ho osservato l'ammasso M39, un luminoso ammasso aperto (visibile anche ad occhio nudo) immerso nei ricchi campi stellari della Via Lattea. Non entrava tutto nel campo del C8, comunque ho osservato una forma vagamente triangolare nella disposizione delle stelle più luminose. Giusto per sfizio, metterò a confronto il disegno con uno che ho realizzato mesi fa, con il vecchio 114/1000... Una gran bella differenza!












 



A pochi gradi da M31, vicino a Mirach, c'è un oggetto con il suggestivo nome di  Fantasma di Mirach: questa piccola galassia si trova a circa 15' dalla stella, che per poco non la nasconde per la sua luce. Un quadretto molto bello, con Mirach di un bel colore arancione e un piccolo cerchio fumoso al suo fianco. Vi starete chiedendo: perché il post si intitola "error: galaxy not found"? Semplice, il numero di catalogo è NGC 404, ed è un numero ben conosciuto da chiunque abbia un minimo di esperienza con internet!


Alla prossima osservazione! Le vacanze stanno per finire, quindi penso che approfitterò di ogni serata per osservare il più possibile prima che ricominci la scuola...




mercoledì, agosto 20, 2014

Fotografando la Jacques!


Come accennato nello scorso post, ho provato a fotografare questa cometa. Mi sono recato a Sgurgola, da mia nonna, dove il cielo è decisamente migliore di quello di Frosinone. Con le condizioni giuste si vedono oggetti come la galassia di Andromeda, il doppio ammasso di Perseo e l'ammasso di Ercole ad occhio nudo! Quindi è un ottimo luogo dove osservare o, in questo caso, fotografare... E dove prendersi un raffreddore in pieno Agosto perché non ci si copre la sera.

Ho realizzato un mosaico della via Lattea che va da Perseo al Cigno, e vicino al doppio ammasso c'è anche la piccola cometa, visibile come una stella leggermente sfocata. Purtroppo il cielo vicino all'orizzonte è disturbato dalle luci della vallata...




Non avendo dietro il telescopio, in questi giorni mi concentrerò sulle foto e sull'osservazione ad occhio nudo. Magari tenterò qualche disegno... a largo campo!


martedì, agosto 19, 2014

Alla ricerca della Jacques!

Qualche sera fa, approfittando della Luna calante e del cielo sereno, ho posizionato il C8 sul balcone nord per cercare la cometa C/2014 E4 Jacques, che prende il nome dal suo scopritore. Si tratta di una piccola cometa, non eccezionalmente luminosa, senza coda. A dire il vero non è una cometa molto emozionante... Ma la cosa che la rende interessante è la sua velocità: nel giro di pochi minuti ho osservato il suo moto tra le stelle, veramente notevole!

Dopo averla puntata senza problemi indicando declinazione e ascensione retta al computer del telescopio (il puntamento tra l'altro si è rivelato molto preciso, non avevo mai provato prima d'ora questa modalità), sono stato fino all'una di notte a seguire il movimento di questa cometina, che appariva come una stellina circondata da un alone circolare di colore verdastro, messo in risalto dal filtro UHC-S. Nei prossimi giorni ho intenzione di osservarla dalla campagna e di tentare qualche foto.

venerdì, agosto 08, 2014

Rosetta e la sua cometa

Dopo 10 anni di viaggio, la sonda Rosetta è finalmente arrivata a destinazione, inserendosi in orbita attorno alla cometa 67/p Churyumov-Gerasimenko. La missione più ambiziosa dell'ESA, che oltre ad essere la prima ad orbitare intorno a una cometa, sarà la prima ad atterrarci sopra. 

Sono particolarmente legato a questa missione, ho dei bei ricordi di quando ero piccolo. Nel 2004, quando è stata lanciata, avevo 7 anni, e ricordo di aver visto il lancio in televisione. L'idea che avrei visto una cometa da vicino mi rendeva euforico, ma pensavo che quei 10 anni di viaggio non sarebbero mai passati... E invece, eccomi qui, nel 2014, seguendo questa missione praticamente in diretta grazie a internet. Com'è veloce il tempo! 

Per intercettare la cometa con la velocità giusta, Rosetta ha dovuto effettuare ben tre gravity-assist con la Terra e uno con Marte,viaggiando per ben 10 anni. La traiettoria finale della sonda fa venire il mal di testa! 


Vediamo nel dettaglio la traiettoria: nel marzo 2004 la sonda è stata lanciata con un razzo Ariane 5 (1), e dopo aver percorso un'orbita attorno al Sole ha eseguito il primo gravity assist con la Terra nel 2005 (2). A febbraio 2007 ha effettuato con successo il flyby con Marte (3), per poi riavvicinarsi alla Terra per il secondo flyby, in Novembre (4). In occasione di questo passaggio ravvicinato, i telescopi automatici per la ricerca degli oggetti NEO l'avevano catalogata erroneamente come un piccolo asteroide. Nel 2008 la sonda è passata vicino all'asteroide Steins (5), e nel 2009 ha ricevuto l'ultima spinta gravitazionale dalla Terra prima di lanciarsi all'inseguimento della cometa (6). Seguendo questa traiettoria, Rosetta ha visitato anche l'asteroide Lutetia (7), nel 2010, prima di entrare in ibernazione (8). Al suo "risveglio", nel gennaio 2014 (9) questa missione praticamente dimenticata da qualche anno, inizia a ricevere l'interesse che merita. Pochi giorni fa, dopo una lunga fase di avvicinamento, la sonda è finalmente entrata in orbita attorno alla cometa (10), il 6 agosto 2014.


Vedere sul sito dell'ESA o sul blog della missione le foto della cometa che diventava pian piano sempre più grande provocavano in me un'emozione unica...

Ma a cosa serve studiare una cometa?
In pratica, le comete sono delle capsule del tempo spaziali che ci danno informazioni sugli albori del sistema solare. Per esempio, essendosi formate nelle regioni più remote del sistema, ci danno delle informazioni sulla distribuzione dei materiali durante la nascita del Sole e sulle condizioni in cui si sono formati i giganti gassosi. Le comete potrebbero essere anche l'origine dell'acqua che si trova sulla Terra, potrebbero persino aver portato qui i componenti fondamentali per la nascita della vita.

Mi sono divertito a sovrapporre una foto della cometa sull'immagine satellitare di Frosinone (la città in cui vivo)... Da' un'idea delle dimensioni di questo sasso spaziale. Non so voi, ma io mi sento incredibilmente piccolo.


domenica, dicembre 01, 2013

ISON: la cometa del secolo ci si è sciolta al sole!

Quella che doveva diventare la cometa del secolo, ha fatto una finaccia durante il suo passaggio ravvicinato con il Sole. La ISON, scoperta nel 2012 dall' International Scientific Optical Network in russia, è subito stata battezzata "la cometa del secolo", un po' ingenuamente a dire il vero. Come disse Levy, le comete sono come i gatti, hanno la coda e fanno ciò che vogliono. Mai una frase fu così adatta a descrivere il comportamento di questi oggetti ghiacciati. Come tutte le comete, la ISON è un piccolo corpo composto di ghiaccio e roccia, con un diametro stimato di un paio di chilometri, ed è una cometa di tipo radente, di quelle che passano molto vicino al Sole. Il 28 novembre è passata a solo 1,2 milioni di chilometri dalla fotosfera, sopportando temperature, campi magnetici e forze mareali potentissime. Io ho seguito quasi in diretta questa folle corsa, grazie all'osservatorio solare Soho e il suo sito, che era completamente bloccato a causa delle troppe visite.

Nella notte del 28, la ISON è già dentro il campo del coronografo Lasco c3 di SOHO, sfoggiando una bella coda. Era talmente luminosa che mandava in saturazione il sensore, ciò è la causa di quelle strane linee bianche ai lati del nucleo della cometa. Io però dormivo, dicamo che l'ho vista in differita...


Tornato da scuola mi collego subito ad internet per controllare la situazione: nel primo pomeriggio la coda è molto lunga, e la cometa sembra essere diminuita di luminosità. Si sta spezzando o è solo un effetto causato dalla vicinanza con il sole?


Più o meno alle 16 la testa della cometa viene coperta dalla maschera opaca del coronografo. La coda sembra staccarsi, ma non sembra un problema, è successa la stessa cosa alla Lovejoy qualche anno prima.



Poi qualche ora di buio, avevo gli allenamenti di judo.

Tornato a casa non riesco a collegarmi al sito di SOHO per vedere se la cometa era spuntata fuori dalla maschera del coronografo, e la do già per morta. La coda staccata si dissolve pian piano.


Vado a cena convinto della distruzione della cometa, molto amareggiato. I miei mi prendono un po' in giro, ben poche persone saranno state così giù di morale per una cometa!

Più tardi vedo che la cometa invece è spuntata fuori dall'altro lato del Sole!


Non si sa ancora se si tratta solo di una nuvola di detriti o di un nucleo solido e pronto a ricreare la coda. Qualche ora dopo però la coda aumenta di luminosità, e faccio un respiro di sollievo: ce l'ha fatta!


Purtroppo nei giorni successivi la coda si è indebolita sempre di più, e il nucleo è pian piano sparito. La ISON adesso è solamente un mucchio di detriti che vaga nello spazio, molto debole.


Così si conclude la storia di una cometa che sarebbe potuta diventare visibile ad occhio nudo, luminosa quanto la Luna. Ci speravo tanto, ero veramente emozionato all'idea di vedere una grande cometa... Ma pazienza. Non è stata la prima, ma non sarà neanche l'ultima. Comunque sia è stato emozionante seguire minuto per minuto il passaggio al perielio di questa cometa. Spero di avere più fortuna con qualche altro corpo ghiacciato che deciderà di fare visita al nostro sistema solare :)

Tutte le immagini sono state prese dal sito dell'osservatorio SOHO della nasa.

giovedì, novembre 07, 2013

Bis di comete!!

Stamattina ho fatto una levataccia, ma ne è valsa la pena! Mi sono alzato alle 5 apposta per tentare di osservare con il mio telescopio delle comete: in particolare la C/2012 s1 Ison e la C/2013 R1 Lovejoy. 

La Ison arriverà al perielio (minima distanza dal sole) il 28 novembre, e se andrà tutto bene raggiungerà una magnitudine intorno alla -10! Potrebbe essere addirittura osservata di giorno, schermando il sole! La Lovejoy invece non arriverà a quei livelli, ma diventerà comunque una cometa interessante da osservare.  Altre due comete stanno solcando il cielo, la 2p/Encke e la c/2012 X1 Linear, ma stamattina erano ancora troppo basse per essere osservate.

Questo è il disegno della Ison. Dopo un po' di star hopping partendo da Marte che si trovava a qualche grado di distanza l'ho trovata. Più debole di quanto mi aspettassi, in effetti mi ha un po' deluso. Forse perché si trovava vicino ad una stella relativamente luminosa della Vergine che disturbava l'osservazione con la sua luce? Comunque ho osservato una macchia leggermente allungata, forse un accenno di coda, con una condensazione centrale puntiforme.





 
Questa invece è la Lovejoy, quella che mi è piaciuta di più. Si trovava vicino
all'ammasso M44 nel cancro, uno dei più belli del cielo. Trovato l'ammasso, non mi è servito lo star-hopping per trovare l'astro chiomato: era luminosa e perfettamente visibile come una macchia tonda e una condensazione centrale, con un colore tendente al blu-verde. Il filtro UHC-S la staccava dal fondo cielo, magari emetteva delle lunghezze d'onda simili a quelle delle nebulose planetarie?




Dopo questa pausa di bel tempo è prevista tanta, tanta tanta pioggia. Spero di riuscire ad osservare di nuovo queste comete, soprattutto la Ison, che potrebbe anche non sopravvivere al passaggio ravvicinato con il sole e sciogliersi completamente.




venerdì, giugno 07, 2013

A volte ritornano... riecco la panstarrs!

Ieri sera, vedendo il cielo libero ho tirato fuori il telescopio. Dopo settimane di tempo veramente pessimo, finalmente arrivano delle giornate (quasi) degne di giugno.

Obiettivo principale della serata: la panstarrs... Sì, proprio quella di marzo! Ormai è debole, ho visto solo una stellina, un poco sfocata forse a causa della chioma e della debole coda che la circonda. Una caratteristica interessante della cometa che ultimamente è stata molto fotografata dagli astrofili è l'anticoda, una seconda coda della cometa posta esattamente a 180° rispetto alla prima. Com'è possibile? Si tratta di un effetto di prospettiva che si può osservare quando la Terra attraversa il piano orbitale di una cometa.

 Dopo la mezza delusione della cometa (una codina mi sarebbe piaciuto vederla) mi sono rifatto gli occhi con due bellissimi oggetti del cielo estivo, M57 e Albireo.

 

M57 l'avete già vista in altri miei disegni, ma è troppo bella per non essere rappresentata di nuovo! Ad un centinaio di ingrandimenti è visibile come un piccolo ellisse fumoso con un accenno del foro centrale. Con il filtro UHC-S la nebulosa era più staccata dal fondo cielo e con i bordi definiti, con il foro meglio visibile.







 
 Albireo, Beta cygni, è una delle stelle doppie più belle del cielo: la sua particolarità è la differenza di colore tra le due componenti, una arancio brillante e l'altra azzurro cielo. Veramente bella! Questa doppia è alla portata di qualsiasi piccolo telescopio se non anche di un binocolo, dato che la separazione è piuttosto grande ed è abbastanza luminosa da essere visibile ad occhio nudo.

Ci rivediamo al prossimo post, sperando che arrivi finalmente il bel tempo :D

mercoledì, aprile 03, 2013

ASOD per la mia panstarrs

Mi trovo un periodo veramente pessimo per l'osservazione del cielo: a causa delle nubi non faccio una bella serata osservativa alla ricerca di galassie e nebulose da parecchie settimane! Ieri ho inviato il mio disegno della Panstarrs al sito ASOD (astronomy sketch of the day) ed... eccola qui!  
http://www.asod.info/?p=9661

Sono veramente soddisfatto di questo ASOD, spero di riuscire a pubblicare altri disegni sul sito nei prossimi mesi :D


giovedì, marzo 21, 2013

panSTARRS: ECCOLA!!!

E dopo settimane di ricerche e di fallimenti sono riuscito finalmente ad osservare questa cometa!  Appena uscito da Judo mi sono fatto portare da papà in un punto dove l'ovest è abbastanza libero. Sono stato parecchi minuti a cercare la direzione con la bussola ed a spazzare il cielo con il binocolo, ma niente! Ad un certo punto sto quasi per rientrare in macchina per tornare a casa quando vedo una stella bassa sull'orizzonte vicino alle montagne, proprio dove doveva trovarsi la cometa. La punto ed... eccola! Un bel nucleo brillante con una coda a ventaglio che si dispiega verso nord-est. Veramente bello, emozionante, è la prima cometa che vedo! Aspetto di riosservarla con il telescopio per cogliere qualche dettaglio in più. Vedendo le foto su internet pare che la panstarrs abbia sviluppato almeno tre code!