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sabato, settembre 10, 2016

La mappa di Marte!

A più di tre mesi dall'opposizione del pianeta rosso, avvenuta il 22 maggio (ne ho già parlato in dettaglio in questo post), finalmente ho trovato la forza mentale per realizzare una mappa di Marte a partire dai miei singoli disegni: un discreto lavoraccio che tra disegno ed elaborazione al computer mi ha occupato un paio di pomeriggi. Per fare questo ho prima realizzato una griglia per una mappa in proiezione cilindrica (una mappa rettangolare, per capirsi) sulla quale, basandomi su mappe fotografiche del pianeta, ho pian piano trasferito tutti i dettagli che ho osservato visualmente. 

 


Una volta messo il disegno su photoshop, pian piano, da bravo grande artista , ho rifinito la mappa cercando di nascondere il mio terrificante tratto a matita. 




Il risultato finale non mi dispiace affatto!

Le didascalie segnano i nomi delle regioni più importanti
Stessa mappa senza didascalie
La mappa purtroppo non copre l'intero pianeta: le zone sotto alla latitudine -50 circa erano troppo a sud per essere osservate dalla Terra vista l'inclinazione del pianeta. Le longitudini da 150 a 240 invece le ho saltate a causa del maltempo. Nonostante questi impicci, comunque, mettendo questa mappa a confronto con quella che realizzai nel 2012 con il vecchio telescopio, siamo davvero su un altro pianeta quanto a livello di dettaglio!

Per finire, ecco i dieci disegni che ho utilizzato per questa mappa, realizzati con il mio C8 dal balcone di casa tranne uno che invece è stato fatto con l'apocromatico da 25cm dell'osservatorio di Campo Catino.






Spero che questo post e i relativi disegni siano stati di vostro gradimento, se anche voi avete osservato Marte fatemi sapere cosa avete visto con il vostro telescopio!

 

domenica, giugno 05, 2016

Astronomia decisamente non da balcone: notte bianca all'osservatorio!

Scrivo questo post reduce da una nottata passata in osservatorio: è la prima volta quest'anno che riesco ad osservare qualcosa dal bellissimo cielo di Campo Catino, dato che le ultime volte (fatta eccezione della serata tematica su Marte, di cui parlerò in seguito) il meteo è stato davvero poco clemente!


Arrivato in macchina con il Direttore, il tempo era tutt'altro che bello: nuvole ovunque e pioggia. Più tardi ci hanno raggiunto Ugo e Gianluca, altri due membri dello staff, che avevano in programma una bella serata di astrofotografia. 

All'ora di cena il cielo era ancora coperto, e mentre mangiavamo le speranze andavano via via affievolendosi.

Finito di mangiare, intorno alle 21.15, sono uscito e ho trovato il paradiso: tutte le nuvole, per chissà qualche miracolo divino, hanno lasciato il posto ad un cielo limpidissimo, dove tra le ultime luci del crepuscolo brillavano Marte a est e Giove a sud-ovest. 

Pregustando la notte di osservazioni accogliamo il gruppetto di visitatori che aveva prenotato per la serata: tra di loro c'era anche qualche astrofilo che ha ben gradito la vista di Giove, Marte e Saturno nel rifrattore apocromatico da 25cm e oggetti deep sky come M13 ed M51! Nel frattempo io facevo su e giù tra cupola e piano terra, facendo foto al cielo con la reflex.

Gianluca ha installato sulla mia reflex Magic Lanter, un firmware che sblocca molte funzioni utili come l'intervallometro per i time lapse e le pose più lunghe di 30 secondi, tutto questo senza dover per forza collegarla ad un computer o ad un apparecchio acquistato a parte. Per questo mi sono cimentato negli Star trail: sono semplicissimi da fare! Basta impostare una posa da 10 minuti sulla reflex e abbandonarla sul ciglio della strada per un po'. Risultato garantito!


Questa invece è la regione di Via Lattea tra Sagittario e Scorpione, dove spiccano Saturno e Marte.

 
Quando i visitatori se ne sono andati è iniziata la nottata osservativa: primo obiettivo, Marte! Mentre Ugo e Gianluca riprendevano il pianeta con una webcam al fuoco diretto del 25cm, io lo disegnavo con l'80. Il seeing non era granché, per quanto riguarda Marte infatti ho trovato molto più vantaggioso l'uso del rifrattore. Questo è più o meno ciò che ho visto:


Poi siamo passati a Saturno. Il seeing nel frattempo era migliorato, quindi ho osservato dal rifrattore mentre gli altri lo riprendevano dall'80cm. Una vista davvero stupenda: il rifrattore restituisce un'immagine chiarissima, e gli anelli sono perfettamente definiti. La divisione di Cassini è lampante, e alle anse forse ho intuito la lacuna di Encke. Non ho fatto un disegno perché non so disegnare un'ellisse a mano libera, e purtroppo gli anelli con questa apertura hanno proprio quella forma. In compenso ecco una foto scattata al fuoco diretto!


Finite le riprese, con l'aiuto di Gianluca che mi ha dato supporto tecnico e morale ho iniziato a fare qualche foto con la reflex collegata al fuoco diretto del telescopio con l'anello T2 che mi ha gentilmente prestato. Questi sono stati i risultati:




L'ammasso di Ercole dà il meglio di sé anche con un'esposizione molto breve, dieci in totale. Questa foto è il risultato di venti pose da 30 secondi.
 M51 è una bellissima galassia a spirale che interagisce con la più piccola NGC 5195. Si chiama anche galassia Vortice, perché è la prima in cui fu osservata una struttura a spirale da Lord Rosse, a metà '800. Questi sono venti scatti a 1600 iso, pochi, infatti la foto è piuttosto rumorosa.

 NGC 7008, nota anche come nebulosa feto, è una bella nebulosa planetaria nel Cigno che ha questa strana forma che ricorda quella di un feto, anche se in questa foto sembra più un fagiolo fantasma.

L'ultima foto ritrae la nebulosa Velo, un diafano resto di supernova nel Cigno. Pur essendo facilmente visibile nel telescopio da 80cm, stenta a staccarsi dal fondo cielo rumoroso con sole 10 pose.







Vi consiglio di scorrere le foto rapidamente una dopo l'altra, giusto per notare come io non sappia bilanciare il colore del fondo cielo.

Tra una foto e l'altra ho anche disegnato qualche oggetto che mi è particolarmente piaciuto. M51 è stato il primo disegno della serata, completato piuttosto in fretta. Lo prenderei un disegno della prima impressione: questo è esattamente ciò che ho visto nei primi cinque secondi che ho messo l'occhio nell'oculare. 


Si vedeva benissimo la struttura a spirale, però la connessione dei bracci con il nucleo non è stata subito lampante, mi ricordava un disegno che Herschel fece di questa stessa galassia, in cui vedeva un anello che circondava il nucleo. Sono sicuro che passando più tempo all'oculare, magari con un migliore adattamento al buio, mostrerebbe molti più dettagli.



Un altro oggetto che mi è piaciuto tanto è la nebulosa Omega, nel Sagittario: non ho mai capito perché si chiami Omega, effettivamente non sembra nemmeno lontanamente una lettera greca. In compenso sembra un cigno, che è un altro suo soprannome. 






Molto luminosa, davvero bella, immersa in un ricco campo stellare. E' divisa da parecchie "venature" scure e ci sono tre o quattro nubi di gas più piccole staccate da quella principale.

Tra una cosa e l'altra sono stato fino alle 4 del mattino ad osservare, quando tra velature e i primi chiarori dell'alba sarebbe stato poco produttivo, dopodiché mi sono chiuso nel sacco a pelo facendomi ben tre ore di sonno.

Alle prossime osservazioni!

venerdì, maggio 27, 2016

Marte in opposizione!

Ogni due anni Marte, percorrendo la sua orbita a circa 230 milioni di kilometri dal Sole, si ritrova alla minima distanza dalla Terra. Questo fenomeno avviene quasi in contemporanea alla sua opposizione: la sua elongazione raggiunge i 180°, va a trovarsi quindi nella parte di cielo opposta al Sole.

Marte ripreso dal telescopio spaziale Hubble
Con un ciclo di circa 12 anni si succedono opposizioni "afeliche" e "perieliche". 
In un'opposizione perielica (lo sarà quella del 2018), Marte è più vicino al Sole e la distanza dalla Terra è minima, intorno ai 55-60 milioni di kilometri, e il suo diametro apparente raggiunge i 25 secondi d'arco, un po' più della metà del diametro del disco di Giove.  Nelle opposizioni afeliche alla sua minima distanza Marte si trova nel punto più lontano dal Sole, la distanza dalla Terra è maggiore (circa 100 milioni di kilometri) e il suo diametro è circa la metà rispetto a quello di un'opposizione perielica, intorno ai 14 secondi d'arco. Quest' immagine trovata sul web spiega molto bene i concetti di opposizione afelica e perielica:


L'ultima opposizione afelica si è verificata nel 2012, che è stata tra l'altro la prima che ho seguito costantemente, realizzando alla fine una mappa della superficie che è stata anche pubblicata sul sito "Astronomy Sketch Of the Day", bellissimo sito di disegno astronomico che purtroppo da alcuni mesi ha smesso di pubblicare nuove immagini. (Link al post dell'opposizione 2012)

Quest'anno Marte si trova ad una distanza di circa 70 milioni di km, non alla minima distanza possibile, ma presenta comunque un diametro considerevole, che permette di osservare una buona quantità di dettagli con un telescopio da 20cm di diametro. Ecco quindi gli ultimi disegni!




In questo disegno del 16 maggio Marte mostra la sua faccia più "piatta", con le regioni di Amazonis e Tharsis, con il mare Sirenum che taglia la zona sud del pianeta, e a Ovest il mare Cimmerium prossimo al tramonto. 




Il 22 maggio inizia a comparire dal bordo Est il mare Erythraeum e la regione del Solis Lacus, una distesa scura che cambia spesso forma con l'avvento di tempeste di polvere che spostano la sabbia che ricopre le regioni circostanti. Questo era l'aspetto del pianeta proprio nel giorno della sua opposizione!





Il 26 maggio invece, le cose iniziano a farsi più interessanti: Marte ci mostra la sua faccia più ricca di dettagli, con il mare Erythraeum a Sud e il Niliacus Lacus che compare a Ovest in mezzo alle foschie mattutine.








La calotta polare Nord è molto piccola, perché con l'arrivo dell'estate marziana il ghiaccio di anidride carbonica sublima, arricchendo la tenue atmosfera. A sud, le grandi piane sono spesso ricoperte da una foschia molto chiara, mentre ai bordi Ovest e Est ho osservato più o meno sempre le nubi di cristalli di ghiaccio che si formano all'alba e al tramonto nei pressi dell'equatore.


Mi sono anche divertito a fare qualche foto al pianeta con la reflex in afocale. I disegni sono molto meglio, ma perché no, ogni tanto è bene variare! Ho anche provato a riprendere dei video con la reflex per poi sommare i frame con software come registax o autostakkert, ma purtroppo il formato dei file non è quello giusto.




Ovviamente l'opposizione non è finita qui: Marte sarà ben visibile per diversi mesi, spero che il tempo migliori un po' e mi permetta di osservare una rotazione completa del pianeta per poter disegnare un'altra mappa della superficie!







venerdì, maggio 06, 2016

Giove, Marte e Saturno ribollenti!

Aspettando che maggio si renda conto di non essere marzo e che il meteo smetta di divertirsi alle mie spalle, in un paio di serate libere dalle nubi ho fatto un po' di osservazione planetaria dal balcone: Giove adesso è alla massima altezza appena tramontato il sole, e più tardi la sera iniziano a fare capolino tra le stelle dello Scorpione altri due pianeti, Saturno e Marte.

Le sere del 2 e del 5 maggio ho compiuto le prime osservazioni di Marte di questa opposizione. Ho atteso la mezzanotte per aspettare che spuntasse dai tetti delle case che lo coprivano, ma era comunque estremamente basso, in mezzo alle peggiori turbolenze atmosferiche che si potessero immaginare: nonostante ciò, pian piano, ho distinto alcuni dettagli della sua superficie. Ecco il disegno! Si vedeva facilmente la Syrtis Major, una distesa scura di rocce vulcaniche. Subito sotto , invece, una macchia molto chiara, tendente al giallino, che a prima vista ho preso per la calotta polare. E' Hellas, il secondo cratere più grande di Marte, molto luminoso a causa del continuo movimento di polvere sollevata dai venti. A Nord compariva invece una piccola calotta polare di ghiaccio di anidride carbonica, mentre a est tramontava la Piana Acidalium.


Marte ruota su se stesso in circa 24 ore e 37 minuti, leggermente più lento della Terra: osservandolo tutte le sere alla stessa ora si vedrà sempre una porzione di superficie leggermente diversa.

Questa invece è una foto che ho fatto in afocale con la mia reflex.



La sera del 5 maggio ho osservato anche Giove, che nonostante l'aria molto agitata ha mostrato bei dettagli. Poco sotto alla banda temperata nord compariva un piccolo puntino scuro: pensavo fosse l'ombra di qualche satellite, invece era Ganimede, la luna più grande di Giove! Chissà se con un'aria più ferma si potrebbe vedere qualche dettaglio su questa luna...


La stessa sera della prima osservazione di Marte, il 2 maggio, ho dato anche uno sguardo a Saturno, al quale ho scattato un'altra foto sempre in afocale.


E con queste prime interessanti osservazioni spero che il cielo di questo mese non deluda!

martedì, ottobre 20, 2015

Marte, Giove, Venere: la danza dei pianeti!

In questi giorni Giove, Marte e Venere si trovano prospetticamente vicini dal nostro punto di vista dando luogo ad una serie di congiunzioni più o meno strette veramente suggestive.

La prima congiunzione c'è stata il 9 ottobre, quando il quadretto era arricchito da una sottile falce di Luna. E' valsa la pena svegliarsi presto! La foschia purtroppo ha reso l'immagine un po' impastata, nascondendo in parte la luce cinerea.



Ieri mattina, 18 ottobre, sveglia alle 5 di nuovo: Marte e Giove si sono avvicinati fino a poco meno di mezzo grado di distanza, in circostanze simili alla congiunzione tra Giove e Venere del 30 giugno. 


Per la prima volta ho osservato questi due pianeti vicini, nello stesso campo: Giove grande, accompagnato come sempre dalle sue quattro lune, e in un angolino un piccolo cerchietto rossiccio, Marte, ancora lontano dall'opposizione. Su Giove si vedevano facilmente le bande equatoriali e le zone scure polari, mentre su Marte ho intravisto una piccola calotta polare bianca. Ecco cosa ho osservato all'oculare:



Il movimento di questi pianeti ovviamente continua: nei prossimi giorni si potranno vedere tutti e tre allineati all'alba, uno spettacolo da non perdere, per cui varrà alzarsi un po' prima la mattina!

lunedì, giugno 29, 2015

Piramidi su marte... Oppure no?

Non bastavano i fascisti, ora su Marte ci sono anche le piramidi! In realtà questo complotto è abbastanza vecchio, ma è stato riesumato da nuove foto del rover Curiosity e della sonda Dawn. Aspettate un attimo, ma Dawn non orbitava attorno a Cerere? Sì, ma poco importa, ci sono piramidi anche lì. L'articolo fonte è questo, ma ne girano molti altri online.

Riguardo a strutture piramidali nello spazio, non capisco perché debbano essere per forza costruite da entità extraterrestri. Dopotutto abbiamo un esempio di piramide naturale proprio in Italia, il monte Cervino, la sesta cima più alta delle Alpi: ha una bella forma piramidale, molto regolare, eppure nessuno ha ipotizzato origini aliene!



Dopo questa premessa veniamo alla piramide marziana: la foto scattata dal rover Curiosity è questa.



Nel cerchio c'è la roccia incriminata: una roccia appuntita che sembra appunto la punta di una piramide che spunta dal deserto marziano. E' impossibile che una forma del genere sia naturale! Oppure no? Se notate nella stessa foto si vedono molte altre pietre appuntite. Questo perché sono state modellate dall'acqua che un tempo riempiva il cratere Gale, formando un lago. Questo è un dettaglio che i complottari dimenticano sempre: un lago! Che diavolo ci fa una piramide a centinaia di metri sotto la superficie dell'acqua? Forse è caduta da una barca marziana proprio come la ciotola... O forse Atlantide esiste e si trova su Marte? Non lo sapremo mai...

"Ma ciò che ha attirato maggiormente l'attenzione è che nella prossima serie di immagini inviate dal rover Curiosity, la piramide non era più presente, suscitando una valanga di teorie del complotto"

Da come è scritto sembra che la piramide sia scappata e che nelle foto successive non compare, ma a quanto pare semplicemente il rover non ha scattato più di una foto di quella zona. Sicuramente perché la Nasa vuole nascondere le prove, non perché si tratta solo di un povero e innocente sasso, no? 

Subito dopo l'attenzione si sposta qualche milione di km più in là, nel mezzo della fascia degli asteroidi. Sul pianeta nano Cerere, da poco raggiunto dalla sonda Dawn, è stata scoperta un'altra piramide o... qualcosa di simile.



Ad essere sinceri non sembra nemmeno una piramide, ha una forma evidentemente conica. E soprattutto non è simile alla piramide trovata su Marte, a differenza di quanto scritto nell'articolo, dato che quella di Marte è grande qualche metro, mentre questa è alta 5500 metri! Il fatto che sia isolata e che abbia una forma conica piuttosto arrotondata mi fa pensare addirittura a un vulcano... Se così fosse la geologia di Cerere sarebbe più intrigante di quanto pensato fin'ora!

Come al solito i complottisti non smettono mai di fornirmi materiale per i miei post. Sono curioso di sapere cosa verrà fuori dal flyby di Plutone della New Horizons, previsto per il 14 luglio... Troveranno piramidi anche lì?

venerdì, febbraio 20, 2015

Scatti uno, prendi tre!

In questi giorni Venere e Marte sono prospetticamente molto vicini, e la sera sono veramente belli da vedere. La sera del 20 febbraio si è aggiunta al quadretto anche la Luna, dando luogo ad una bellissima congiunzione tripla. 

Siccome i pianeti erano bassi sull'orizzonte non ho potuto osservarli dal balcone perché erano coperti da un palazzo, quindi sono sceso in cortile con la reflex cercando un punto adatto per fotografarli. L'osservazione era ostacolata da qualche nube, che non manca mai quando ci sono eventi astronomici degni di nota... Nonostante ciò sono riuscito a tirar fuori qualche bello scatto, diciamo che le nuvole rosate del tramonto hanno aggiunto una nota pittoresca alla congiunzione. Venere è il corpo celeste più luminoso, di colore giallo. Poco sopra c'è Marte, appena rossiccio, molto più debole e lontano. La Luna crescente invece sfoggia la sua luce cinerea, rendendo visibili i mari lunari anche se si trovano nella parte in ombra. Questo fenomeno è causato dalla Terra che riflette la luce del Sole verso il suo satellite, illuminandone la parte in ombra. Giusto per rendersi conto: al momento dello scatto la Luna era lontana dalla Terra circa 360 mila kilometri, Venere 213 milioni e Marte 330 milioni!


Pochi minuti più tardi è passata la Stazione Spaziale Internazionale. Ho scattato una serie di foto che però ho dovuto cestinare, dato che erano tutte sfocate. La mia distrazione cronica colpisce ancora, ho variato la focale dell'obiettivo senza rimettere a fuoco! Ma poco male, i passaggi della ISS non sono poi così rari, avrò modo di rifarmi... Ci si sente (legge) al prossimo post, con tante nuove osservazioni da balcone!

sabato, luglio 12, 2014

Il cielo dalla svizzera

Ad inizio Luglio ho passato una settimana in svizzera con la mia famiglia, nei pressi di Ginevra. Ero molto interessato al risvolto astronomico di questa vacanza: infatti mi sono trovato sotto un cielo niente male! Non avendo portato il telescopio ho fatto delle veloci osservazioni con un telescopietto degli amici che ci hanno ospitato. Però avevo la reflex: quindi ho provato a fare un po' di foto.

Appena usciti dal traforo del monte bianco: il cielo è di un azzurro intenso, non ci sono nuvole, e la vista è spettacolare. Sono riuscito a fotografare la luna crescente vicino alla cima dell'Auguille du Midi, alto 3800 metri.






  Una bella congiunzione tra la Luna, Marte (al centro) e Spica (a sinistra). Con Gimp ho aumentato la saturazione per far risaltare i colori dei vari corpi celesti: il rosso di Marte e l'azzurro di Spica.

Questa foto non è niente di eccezionale, ma l'ho pubblicata solo perché ho beccato un Iridium Flare, visibile in alto. I satelliti Iridium possiedono delle antenne molto riflettenti, che quando sono orientate nel modo giusto producono dei flash molto luminosi, spesso di magnitudine negativa. Penso siano gli artefici di una buona parte degli avvistamenti ufo :P



La costellazione della Lira. La stella più luminosa è Vega, al centro. Poco più a sinistra si vedono due stelle molto vicine: è Epsilon lyrae, una stella multipla formata da due coppie di stelle. Da qualche parte, in basso, c'è anche la celebre nebulosa anello, ma è talmente piccola che non si distingue dalle stelle.



Per finire, ecco una foto di uno degli asterismi più simpatici del cielo: l'Attaccapanni, o Coathanger in inglese. Sembra davvero una stampella per abiti!





Un ringraziamento a tutti quelli che mi seguono, dato che questo blog è arrivato a 20000 visualizzazioni! Al prossimo post :D




mercoledì, maggio 21, 2014

Marte del 20 maggio

Nuova osservazione di Marte! Stavolta il cielo mi ha aiutato, ed era completamente libero (infatti ho fatto pure delle interessanti osservazioni deep-sky!). Adesso con il GoTo funzionante è tutto molto più comodo! Infatti per qualche giorno sono impazzito per cercare di capire il motivo del cattivo funzionamento, per poi scoprire di aver sempre immesso la data sbagliata! Non so come, sono stato convinto per tutto questo tempo che Maggio fosse il sesto mese dell'anno. Ma lasciamo indietro le mie pirlaggini per parlare dell'osservazione!

Il seeing all'inizio della serata non mi ha aiutato. Con il cielo ancora chiaro, intorno alle 21.15, ho osservato la
Syrtis Major mentre tramontava, seguita dal Sinus Sabaeus e il Mare Acidalium a nord. Intorno alla calotta polare ho osservato una specie di piccolo segmento scuro, probabilmente i residui lasciati dal ghiaccio che si ritira con l'avvento dell'estate. Il filtro azzurro 82-A mi ha permesso di osservare i sistemi di nubi, principalmente intorno al bordo ovest. Una di queste era così luminosa che l'ho quasi scambiata per la calotta polare. Un'oretta più tardi, dopo aver osservato velocemente qualche galassia dell'ammasso della vergine e un paio di stelle doppie che ricordavo, ho fatto un secondo disegno. Intorno alle 22.30 la Syrtis Major non è più visibile, coperta dalle foschie del tramonto. Osservando con attenzione il Sinus Sabaeus, noto una spaccatura che lo divide dal mare Erythraeum e una sorta di bitorzolo: si tratta del Sinus Meridiani, una zona di Marte dov'è atterrato, dieci anni fa, il rover Opportunity. 

Ho terminato la serata osservando Saturno: con un buon seeing è qualcosa di spettacolare! Non ho visto nulla di diverso rispetto alla scorsa osservazione, solo che l'aria più ferma rendeva l'immagine molto più gradevole. Non ho fatto disegni, ho solo tentato qualche foto con il cellulare ma non sono esattamente un bello spettacolo...

domenica, maggio 11, 2014

L'opposizione di Saturno!

Ieri Saturno è passato alla minima distanza dalla Terra, a quasi 1,3 miliardi di km da noi. Succede una volta l'anno, quando si trova allineato con la Terra, dallo stesso lato del sole. Quindi la Terra "doppia" Saturno muovendosi lungo la sua orbita più piccola e quindi più veloce. Quando questo accade, Saturno sembra invertire il suo senso di marcia, iniziando a muoversi al contrario lungo l'eclittica: si tratta di un fenomeno di prospettiva che interessa tutti i pianeti esterni alla Terra, che gli antichi astronomi, rispettando la teoria geocentrica, spiegarono con gli epicicli.

Veniamo all'osservazione di ieri: verso le 23, con il telescopio in balcone dal tardo pomeriggio per acclimatarsi, il cielo era velato. La trasparenza era pessima, Saturno si vedeva a malapena ad occhio nudo, ed era veramente scuro anche con il C8! Il seeing in compenso era buono. A 222x, la prima cosa che ho notato è stata la divisione di Cassini, nettissima, insieme all'ombra degli anelli proiettata sul disco del pianeta. Poi ho osservato una fascia scura più o meno sull'equatore e il polo nord più scuro. A causa della scarsa trasparenza ho visto solo Titano vicino al pianeta, ma il giorno prima sono riuscito a vedere altri tre satelliti, Rea, Teti e Dione. 

Poco dopo ho dato uno sguardo anche a Marte, quasi al meridiano, vicino alla Luna.  La calotta polare era perfettamente visibile, con la sua cintura scura intorno. A Est ho osservato il Mare Acidalium una specie di sua protuberanza, Nilokeras. Al centro del pianeta ho osservato una zona scura che non sono riuscito ad identificare: si troverrebbe dove c'è la regione di Tharsis, che però nelle foto è piuttosto chiara! A sud invece, un arco formato dall'Aurora Sinus che circonda la Thaumasia. Al centro di Thaumasia si trova il Solis Lacus: si tratta di una zona scura, che viene chiamata anche "occhio di Marte", perché sembra effettivamente un occhio con la pupilla scura. E' particolare perché nel corso del tempo si possono osservare dei cambiamenti della sua forma. Ciò dimostra che Marte non è morto come sembra, ma è mosso e modificato da venti e agenti atmosferici!

venerdì, maggio 09, 2014

Vento di cambiamento...

Dopo ben 8 anni passati con il fidato 114/1000, sono passato ad uno strumento superiore: un Celestron 8 SE! Approfittando di una promozione da Salmoiraghi e Viganò, l'ho comprato a metà prezzo, circa 800€. Si tratta di una bella spesa, ma un telescopio così potrebbe anche considerarsi definitivo. 


Giovedì sono andato con mio padre a ritirarlo a Roma, e ci siamo portati dietro un grosso pacco contenente tutti i componenti. Arrivato a casa, come un bambino con il suo nuovo kit lego (ovvero me fino a qualche anno fa), ho aperto tutto e ho montato il telescopio. E' veramente grande! O almeno rispetto al suo predecessore, che era un peso piuma a confronto...


Eccomi... al lavoro!

Il telescopio è diviso in tre parti, ognuna contenuta in una sua scatola:

treppiede, montatura monobraccio e tubo. La montatura si fissa al treppiede tramite tre viti, e il tubo si aggancia alla montatura con una specie di morsa. Il treppiede ha i piedini in gomma per attutire le vibrazioni, e ha un piattino forato dove appoggiare gli oculari. Forse sarebbe stato più comodo un piatto senza buchi, per appoggiare eventualmente filtri, matita e blocco da disegno! La montatura è di tipo monobraccio, simile al 114, ma decisamente più massiccia. Sul lato c'è la sede per la pulsantiera, in una posizione un po' scomoda per chi come me non la tiene sempre in mano dato che deve disegnare! Il bellissimo tubo arancione è veramente grosso: sulla carta sembrava più piccolo! Sulla culatta (il dietro) c'è il pomello di messa a fuoco e il foro per gli oculari, mentre su un lato c'è l'attacco del cercatore red-dot.


La lastra correttrice davanti è completamente trasparente:
 lo specchio secondario pare sospeso nel vuoto!
Portato il tutto in balcone (devo smontarlo in due parti per trasportarlo, pesa troppo!) ho iniziato a prendere la mano con i movimenti, che sono fluidi e silenziosi. Ho anche allineato il cercatore, che a 2m di focale deve essere molto preciso per puntare.

Appena ha fatto buio ho dato uno sguardo alla Luna: nonostante l'aria agitata, si vedevano un sacco di particolari. A 222x ho osservato tanti craterini, rime, pieghe... Tutti dettagli mai visti prima! Al momento ho solamente due oculari, da 25 e 9, che corrispondono a 80 e 222 ingrandimenti. 

Marte, sempre a 222x, era veramente grande! Finalmente non devo ciecarmi per vedere qualche dettaglio! I dettagli come la calotta polare e le nubi erano meglio definite. La faccia che prima mi appariva praticamente vuota, adesso presenta un sacco di chiaro-scuri... Una svolta! Questo è stato il primo disegno con questo nuovo telescopio.

Non ho potuto fare a meno di puntare Giove, che era basso verso ovest. Cavolo, com'è grande! Nonostante il cattivo seeing ho visto la macchia rossa proprio al meridiano, e un sacco di dettagli e irregolarità sulle bande equatoriali.

Alla fine ho rimesso tutto dentro a causa delle nuvole, che non si fanno mai gli affari loro in questi casi :D

Una parola per riassumere la serata: figata! Questo telescopio promette veramente bene... Ed era pure scollimato! E il seeing era pure brutto! Non voglio nemmeno immaginare cosa si potrà vedere con le condizioni giuste e l'ottica messa a punto... Come si dice, stay tuned!



domenica, aprile 27, 2014

Osservazione del 24 aprile: Marte e Saturno!

La sera del 24 aprile, a qualche giorno dall'ultima osservazione, il cielo era veramente bello e trasparente, con l'aria calda e ferma. Condizioni perfette sia per l'osservazione dei pianeti che per il deep sky! Infatti dopo settimane sono tornato alla ricerca di qualche galassia, dopo aver dato un'occhiata a Marte e a Saturno.

Ho iniziato con Marte: i dettagli erano più o meno gli stessi della scorsa osservazione
leggermente spostati a causa della rotazione del pianeta. Il seeing quasi perfetto però mi ha permesso di vedere più definiti dettagli come Utopia e Syrtis Major.

Verso le 23 Saturno si trovava a un'altezza decente, quindi lo punto. Quanto  mi è mancato! Quest'anno gli anelli sono molto aperti, quasi tangenti al disco. Si distingueva l'anello B, quello più interno e luminoso, e l'anello A, più esterno e leggermente più scuro. Forse ho intuito la presenza della divisione di Cassini, ma data la bassa altezza del pianeta non ne sono proprio sicuro. A poca distanza dal pianeta si vedeva Titano, la sua luna più grande, come una stellina arancione. 

Saturno è un gigante gassoso, simile a Giove, Urano e Nettuno. La sua caratteristica più evidente sono ovviamente gli anelli, facilmente visibili con qualunque telescopio. Li scoprì probabilmente Galileo, descrivendoli come protuberanze , ma fu Huygens il primo ad interpretarli correttamente: sono composti da milioni di roccie di dimensioni che vanno da pochi centimetri ad alcuni metri, e sono molto sottili, larghi appena 10 metri! Non si sa esattamente come si siano formati: potrebbero essere il risultato della distruzione di una luna a causa di un impatto, oppure gli avanzi della formazione del pianeta stesso. Probabilmente ne sapremo di più quando la sonda Cassini li attraverserà tra qualche anno!

giovedì, aprile 24, 2014

Marte di pasquetta.

E' da tempo immemore che non vedo una pasquetta senza nuvole. Quest'anno però siamo stati tutti graziati con una bella giornata di sole, tanto che io, la sera, mi sono messo a osservare Marte. 

Il meridiano che ci rivolge più o meno il 270°. A 110x, con un buon seeing, spicca subito la Syrtis Major, il dettaglio scuro più evidente della superficie marziana, che parte dalla cintura scura meridionale e si estende verso nord, oltre l'equatore. Si tratta di una piana di roccia basaltica rimasta scoperta dalla polvere, che presenta una tonalità molto scura. A nord c'è Utopia, una sorta di promontorio sulla cintura scura settentrionale. La calotta polare è quasi invisibile, e si restringe sempre di più con l'avvento dell'estate marziana. A sud della Syrtis Major è facilmente visibile una zona molto chiara, quasi bianca, tanto da poter essere scambiata per la calotta polare: è la Hellas Planitia, un antico cratere da impatto. Sul suo fondo c'è un enorme deserto, e data la bassa altitudine e la relativa alta pressione si formano spesso nubi e nebbie riflettenti che creano la tonalità chiara.

Sono sempre più soddisfatto dei risultati che ottengo su questo pianeta con il mio telescopio... Devo provare a tirar fuori qualche dettaglio anche con il mio rifrattorino da 50mm!

domenica, aprile 13, 2014

Marte dell'11 aprile

Approfittando di una serata senza nubi, ho osservato di nuovo Marte... A distanza di alcuni giorni dall'ultima
osservazione, il cambiamento della superficie è evidente! Il complesso Mare Acidalium-Niliacus Lacus è il dettaglio meglio visibile, poco a sud si vede una zona scura (probabilmente il Sinus Meridiani) e una striscia che attraversa il disco da parte a parte, il Sinus Sabaeus, staccando un'area chiara a sud. A nord la calotta polare è appena visibile, sembra che si stia rimpicciolendo con il passare del tempo. A ovest si poteva vedere anche la Syrtis Mayor, ma non sono riuscito ad osservarla, forse le foschie mi hanno un po' confuso. I filtri giallo e azzurrino che ho usato mi hanno aiutato a vedere meglio i vari dettagli, il merito maggiore va però all'ottimo seeing, che mi ha permesso di realizzare un bel disegno della Baia degli Arcobaleni sulla Luna, che pubblicherò appena sarà possibile.